Riceviamo e pubblichiamo
In questi giorni in cui la Calabria viene letteralmente martoriata da una quantità
tale di piogge che io da 40enne non ricordo nel corso della mia vita, si hanno le
solite levate di scudi contro l’inefficienza,la speculazione edilizia, il costruire
dove non si dovrebbe,etc. etc…. e secondo un copione ormai trito e ritrito ci si
scaglia contro tutto e tutti,alla ricerca di presunti responsabili e/o cause di
ciò(politici,amministratori,cattive gestioni del territorio,etc.,etc.),ed ecco che,
puntualmente,i soliti professoroni ed autorità culturali,politiche o che dir si
voglia, si scagliano contro questa o quella causa, contro questa o quella politica di
errata gestione del territorio calabrese, ma io una volta tanto, da semplice
cittadino, voglio andare contro questo semplice criticare tutto e tutti che, secondo
me, è tipicamente calabrese e, nella fattispecie reggino.Premettendo che non sono un
geologo,architetto,ingegnere o quant’altro,mi ritengo semplicemente una persona che
si sforza di usare al meglio una parte del corpo che purtroppo oggi pochissimi usano
o, quantomeno, si sforzano di usare come,almeno,tenta di fare il
sottoscritto……e,per una volta tanto, non mi scaglio contro i nostri
amministratori, non scevri da colpe,per carità, ma parto da un semplice dato e da una
mia conoscenza assolutamente elementare che forse, potrebbe anche essere sfuggita a
coloro che, per così dire, hanno voce in capitolo: ma se la Calabria è costituita per
il 42% da montagne,il 49% da colline e solo il 9% da pianure è forse colpa di
politici o amministratori? Non credo! E se gran parte di questi rilievi montuosi
costituenti un territorio montuoso di formazione geologica recentissima che qualche
autorità culturale definì come “sfasciume” pendulo sul Mediterraneo o
qualcosa del genere sono costituiti di arenaria o quantomeno da roccia estremamente
friabile e
precaria nella sua staticità, è forse colpa di qualcuno?Non saprei!Ma consentitemi,
quantomeno, di sollevare il dubbio ed almeno per questa volta, di dubitare che la
colpa sia di qualcuno ma forse solo o almeno in parte di MADRE NATURA e riflettere
sul fatto che in fondo, anche noi uomini del terzo millennio,specialmente in
Calabria,non abbiamo ancora il “potere” di controllare la natura.Ultima
considerazione,e non voglio annoiarvi oltre, e se invece di abbandonarci ogni volta a
facili critiche di tutto e tutti,secondo un consolidato costume reggino-calabrese che
non ci sta portando da nessuna parte,nè lo farà,ci sforzassimo invece di formulare
proposte, idee e/o critiche costruttive? Pensiamoci!
Mi è gradita l’occasione per rinnovarLe i miei più sinceri complimenti per Strill.it
Cordialità
Pasquale Pacicca




