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    PD: un sondaggio mette a nudo il nuovo partito

    Riceviamo e pubblichiamo

    PD: un sondaggio mette a nudo il nuovo partito


    Certo
    un sondaggio è utile per avere notizie dalla “base” soprattutto quando si è assenti sul territorio, e non mi riferisco al solo Marco Minniti ma ad una struttura organizzativa che dopo tre anni (velocità da bradipo narcolettico!) è ancora chiusa in un familismo allargato ed autoreferente. Nel sondaggio IPR, alla domanda perché sceglie il PD tra il 60 e l’80% dei suoi elettori risponde perché è il meno peggio o per abitudine! Considerando che il partito è nato da meno di tre anni l’80% di chi ha risposto per abitudine, è ovvio che si riferisce alle proprie abitudini di riferimento e non a quelle del nuovo soggetto politico. In Calabria si continua a votare l’amico non a partecipare alle scelte, se non con delle finte consultazioni dette “primarie”, anche quando i candidati (o il candidato unico, è persona capace e rispettabilissima!). Però in Calabria il PD ha la stragrande maggioranza del Consiglio Regionale e di alcune Provincie. Quindi se essere referenti a sé stessi porta a questi risultati, si dirà, ben venga! Ma molte cose e molti “amici” in questi ultimi tre anni sono cambiati, in Italia e soprattutto in Europa e con questo scenario non si sa se le prossime elezioni in Calabria daranno la maggioranza al PD (essendo di sinistra voglio essere ottimista ed anche un po’ generoso!). Il sondaggio IPR ci fa sapere che il PD in Calabria ha anche qualche difetto: ad esempio non sa comunicare. Non abbiamo capito se è un dato rilevato dal sondaggio o una considerazione ex post. Partirei con il segnalare che si parla del PD non delle Istituzioni che governa che invece comunicano ed anche molto. C’è un difetto storico nelle istituzioni a governo di centrosinistra: le manie di protagonismo dei singoli consiglieri o assessori rispetto alle istituzioni o agli stessi partiti (fatte salve le eccezioni di quei partiti che coincidono con gli stessi consiglieri, assessori e famiglie elettorali).

    Si è fatto molto in questi ultimi tre anni, si è anche comunicato molto, ma la gente percepisce poco e la gente da un giudizio abbastanza desolante dell’operato de Centrosinistra. E qui si arriva a quello che il sondaggio non dice: non è che il PD non sà comunicare è vero invece che non ha nulla di suo da comunicare! Almeno nulla che non sia la linea dettata dai suoi capi o dai rappresentanti istituzionali. Quello che la gente percepisce è che, coincidendo il PD con i suoi rappresentanti istituzionali, questo è di fatto e sempre di più un partito di Centro, più clericale che laico, più rivolto al Grande Centro europeo che non al Partito Socialista Europeo, in grado di spendere un pò di più dei Fondi Strutturali ma non in grado di avere un progetto di sviluppo coerente e di lungo respiro, più cementificatore che ambientalista, Quando nel resto del mondo già si parla di nuove tecnologie per lo sviluppo sostenibile, ad esempio, in Calabria non c’è segno di queste discussioni, se non a livello di propaganda. Ad esempio non sappiamo che ne pensa il PD della proposta di installare il fotovoltaico lungo l’autostrada, come propone il PDCI-Tripodi. E’ meglio di niente? C’è stato uno studio di fattibilità e di sostenibilità economica? O semplicemente ci sono i soldi e in qualche modo bisogna spenderli.

    Insomma il PD dovrebbe comunicare meglio ma per farlo dovrebbe avere un contenuto da comunicare e non tanti quanti sono i capielettori del partito. Non fosse altro che per convenienza, perché il 33% che si prevede di consensi non è il 51% che serve per vincere le elezioni e governare.

    Gli elettori di sinistra sono un pò più schizzinosi di quelli di destra e, dietro l’angolo, incombe sempre l’astensionismo… anche questa è un’espressione di voto.

     

    Pino ROTTA, direttore di Helios Magazine