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    Se 112 e 113 diventano un terno al lotto…

    Riceviamo e pubblichiamo

    Egregio Direttore,

    Ieri notte, intorno alle 03:30, mi accingo a tornare a casa dopo un tranquillo sabato sera.

    Malauguratamente vedo che alla fine di Via Vittorio Veneto due macchine hanno collimato: nulla di grave, si è trattato di una mancata precedenza e “sboom”, cose che capitano; i ragazzi erano tranquilli e pacifici, e volevano solo risolvere la questione il più velocemente possibile.

    Dunque chiamano il 113 per segnalare l’incidente e per chiedere l’invio di una pattuglia come di regola.

    Ma il nostro 113 reggino non è stato molto contento di quella chiamata nel bel cuore della notte e così, si defila molto “poco diplomaticamente” e passa la palla ai suoi colleghi carabinieri: «Chiami il 112, non è compito nostro».

    «Grazie, dice cortese il ragazzo, e mi scusi».

    Dunque si chiamano i colleghi del 112: «Per questo tipo di interventi bisogna chiamare il 113 − rispondono −».

    La questione, che poteva essere breve e lineare, si agita un poco: «Mi scusi −dice il ragazzo − ma ho appena chiamato il 113 e mi ha detto che siete Voi che vi occupate di questi interventi»!

    Cade inspiegabilmente la linea.

    Sarà stato per errore − si vuole convincere tutta la piccola folla che intanto si era radunata attorno alle macchine incidentate e agli sfortunati protagonisti −.

    Riproviamo a chiamare dai!

    113:Squilla senza risposta alcuna.

    112: Tutto tace.

    Ed ancora 113, 112, 112, 113 fino quasi ad andare in tilt e comporre 1131, 1123, ecc..

    Chiamate il 119 (area clienti tim)! − propone un passante ironicamente.

    Decido di fare un giro perché a stare lì ferma con quel freddo mi stavo congelando.

    Perdo circo mezz’ora e ritorno sul luogo, augurandomi di non trovare nessuno e che alla fine, una qualsiasi volante sia stata mandata.

    Lo scenario non è cambiato di una virgola, sono circa le 04:45 e intanto tutte le persone radunate sono diventate amiche: si continuava a stare là ma ormai si parlava d’altro!

    Sono andata via, spero per loro che almeno per l’ora della colazione qualcuno sia arrivato…poverine le nostre forze dell’Ordine…ma come si fa ad essere così maleducati da svegliarli nel bel cuore della notte, e di sabato sera soprattutto, per segnalare un banale incidente?

    Poverine le nostre forze dell’ordine!
    Martina Chessari