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    Quel che resta del tempietto: la vergogna!

    Riceviamo e pubblichiamo
    Mi chiedo, cosa mai sia potuto accadere al Parco Urbano o meglio ancora al Tempietto. Quella che si è presentata ai miei occhi è stata la totale distruzione di un’area costruita con i finanziamenti dell’Unione Europea. Sembra quasi essere stata bersaglio di caccia-bombardieri F16 o, peggio ancora vittima di Katrina, il famigerato uragano.  Niente di tutto questo, devo rassegnarmi alla cruda ma pur vera realtà. Il Tempietto è stato vittima dell’uomo, ma non uno qualunque, uno che ha un nome. VANDALO. Devo dire, e nello stesso tempo comunicare ai nostri amministratori e soprattutto a chi di competenza, che il Parco Urbano è messo davvero male. La pavimentazione è per la maggior parte divelta e suppongo che i cocci delle mattonelle frantumate dalle ruote delle  macchine, vengano usati per bersagliare le plafoniere dei lampioni, ormai quasi tutte frantumate. Addirittura, uno dei suddetti lampioni è piegato dando l’impressione che stia per cadere da un momento all’altro. I quattro faretti piantati al suolo che circondano la statua sono stati rotti, mentre quest’ ultima è stata “ospite” delle bombolette spray. Non oso descrivere cosa ne è rimasto di quella casetta chiamata proprio tempietto. Si deve solo andare a guardare con i propri occhi. Unica nota positiva è stato vedere una telecamera posizionata su un lampione, sperando sempre  che sia attiva. Degrado e vandalismo formano un mix micidiale. Senso civico e amore per Reggio possono distruggerli. I vandali, come abbiamo visto anche in altre città possono davvero essere colpiti seriamente, il degrado che purtroppo hanno provocato tocca a noi ripulirlo. Finisco augurandomi vivamente di non aver gridato nel deserto, anche perché la situazione è proprio inopportuna per i nostri occhi e soprattutto per quelli dei tanti turisti che visitano la città.
    David Crucitti