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    Monnezza sovrana. E’ ormai urlo

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    di Antonino Nicolò* –
    Sommersi dalla spazzatura, costretti a respirare l’esalante e nauseabondo odore che ne viene fuori: qual è il problema viene spontaneo chiedersi ? Di cosa stupirsi, di cosa indignarsi, cosa c’è di strano, perché versare lacrime

    e stracciarsi le vesti, imprecare, protestare, trovare capri espiatori, minacciare, perche?

    Non capisco: la Regione “nicchia”, il commissario speciale per l’emergenza rifiuti Sottile tace, Rossano chiude, il sito Cosentino segue, il Comune di Reggio annaspa e ce la mette tutta.

    Continuo a non capire: verremo coperti dalla “mondezza” ci gridano disperati ed afflitti, ed allora?

    Ma dico: solo oggi ci rendiamo conto di correre questo rischio quando è ormai da tempo che la “sporcizia” la fa da sovrana in questa Regione?

    Vivere in questa terra è come giocare a mosca cieca in autostrada: corri ogni secondo il rischio di essere travolto dal pirata della strada di turno.

    Ma questa è un’altra storia direte voi: oggi abbiamo il problema dello smaltimento rifiuti.

    Comprendo e mi sforzo di capire qual è il motivo!

    Colpa della Regione, del Commissario, dell’appuntato, del maresciallo ! Di chi insomma ?

    Mi domando e vi domando: esiste una programmazione? Dobbiamo assistere, impotenti, ad una mancanza di programmazione, ad una gestione approssimativa e superficiale ?

    Ti alzi una mattina è scopri che esiste un’emergenza sanità, mentre sino ad ieri tutto andava bene.

    Ti alzi il giorno dopo e scopri che la magistratura unita e compatta appare divisa e litigiosa.

    Ti alzi il giorno dopo ancora e scopri una montagna di rifiuti pronta a crollarti addosso.

    E ti domandi ingenuamente e sconcertato: perché non saperlo prima, per tempo, in maniera tale da correre ai ripari ?

    Ma potremmo mai sperare di sapere che, svegliandoci al mattino, non vediamo crollarci addosso qualcosa che ha a che fare con le norme elementari e basilari del vivere civile?

    E buttiamola in politica: e già perché tutto dipende dalla politica, bellezza mia, che “finge” di interessarsi del cittadino per nascondere l’incapacità (ad essere benevoli!) ed interessi “particolari”.

    Un esempio:le cause alla base dell’ emergenza rifiuti in Campania si è scoperto erano dovuti ad una commistione di errori tecnico-amministrativi e di interessi politici, industriali e malavitosi.

    Le cronache di tutti i giorni ci propinavano la “dose quotidiana di mondezza” per anni senza che un Sindaco, un assessore, un dirigente, un usciere si dimettesse per incapacità: solo proteste, richiami, proclami e cianfrusaglie varie.

    Il Governo Berlusconi, decide di risolere il problema e lo fa: un miracolo ? un intervento divino ?

    Macchè, solo ordinaria amministrazione, solo “decisionismo” e tutte le difficoltà svaniscono di colpo come neve al sole.

    Eppure ci avevano fatto credere a mille difficoltà, a problemi di impossibile soluzione, avevano “portato” in strada le persone a protestare ad incendiare, dopo averli costretti a “turarsi il naso”.

    E già questo è il punto: “turarsi il naso” , “tapparsi le orecchie”, “voltare lo sguardo” da un’altra parte. Ecco cosa si vuole!

    A questo ci sta abituando la politica, dalle nostre parti, a diventare “apolidi”, sconosciuti ad un sistema, ad una rinuncia volontaria di cittadinanza. E vi sembra poco ?

    Possiamo ancora continuare ad ascoltare il “grido di dolore” di qualcuno ? No.

    Ci vogliono fatti ! Sia chiaro il resto poco interessa.

    Fuori i responsabili: non vogliamo dimissioni o aperture di siti che “vogliono stare” chiusi per chissà quale recondito motivo. Si denunciano le responsabilità alle autorità competenti.

    Vogliamo che sia fatto ciò che è “giusto e dovuto” fare.

    Le beghe, i “rimpalli”, le prese di posizioni, gli appelli, le ingiurie, i rimproveri, le illazioni e quant’altro non ci serveNno né ci interessano.

    Vogliamo fatti. E per fatti intendo ricerca di responsabilità, denuncia e verità.

    Di altro non abbiamo bisogno, altrimenti teniamoci la “monnezza”, tanto a “turarci il naso” siamo ormai abituati ed anche se non lo fossimo non sentiamo lo stesso più la puzza.

    *Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale –