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    Melito il giorno dopo gli arresti

    di Federico Curatola – Finalmente le indagini hanno portato all’arresto di due presunti mandanti dell’agguato teso in quell’indimenticabile 6 giugno a Francesco Borrello, in cui un proiettile vagante colpi alla testa il piccolo Antonino Laganà nel bel mezzo di una recita scolastica.

    Sono passati sei mesi…sei mesi di passione per la famiglia del piccolo e per la Melito “per bene”, che fin da subito ha reagito con vigore e partecipazione al violento gesto perpetrato in pieno giorno, in mezzo alla folla e senza alcun timore.

    Una fiaccolata il giorno seguente, un Consiglio Comunale aperto dopo una settimana e tanta tanta solidarietà e vicinanza alla famiglia.

    Si è detto che Melito di Porto Salvo si è dimostrata una cittadina omertosa, poiché non era possibile che nessuno si fosse fatto avanti per “parlare”.

    C’era ben poco da parlare…c’è stato ben poco da “vedere”. Dalle immagini sapientemente montate dai colleghi nel filmato che ricostruisce gli eventi, si comprende bene come la gente presente, perlopiù genitori e nonni, si preoccupasse più dell’incolumità dei propri bambini che di “osservare” attentamente il killer a bordo di uno scooter che se la filava dopo aver messo in atto l’agguato.

    A chi era presente (il sottoscritto è arrivato 5 minuti dopo gli spari), è risultato molto difficile vedere cosa stava succedendo. Magari l’intuizione l’ha avuta, sentiti gli spari, ma si è lanciata a recuperare i figli nel caos generale che si era creato.

    Non si è trattato dunque di omertà, ma di panico.

    Oggi la società melitese ringrazia l’Arma dei Carabinieri per aver portato a compimento le indagini ed avere assicurato alla giustizia due presunti mandanti di quell’agguato, l’ennesimo di una assurda faida, nata probabilmente dai vapori dell’alcol e sfociata in una tragedia dopo l’altra.