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    Consiglio regionale: in apertura dei lavori Bova commemora Principe

    In apertura dei lavori odierni del Consiglio regionale della Calabria, il Presidente dell’Assemblea, on. Giuseppe Bova, ha solennemente ricordato l’on. Francesco Principe, scomparso nelle scorse settimane. Di seguito l’intervento di commemorazione pronunciato dal massimo rappresentante dell’assise di palazzo Tommaso Campanella.

     

    “Siamo vicini al trigesimo della scomparsa dell’on. Francesco Principe, prestigiosa figura socialista che ha dato lustro alla Calabria in tutte le esperienze compiute nel corso di un impegno durato, senza interruzioni, oltre mezzo secolo. Uomo di governo nazionale, Presidente della Regione Calabria, amatissimo e popolarissimo sindaco di Rende per tanti anni e, per ultimo, Presidente del Consiglio provinciale di Cosenza.

    Con lui Rende diventa una città a misura d’uomo, dal lungimirante disegno urbanistico, con la prima e più prestigiosa università della Calabria. Città in cui molti scelgono di andare a vivere, Rende diventa, ben oltre i confini della Calabria, esempio di buona amministrazione, di originali politiche riformiste, nel mentre mantiene autentici ed intatti i connotati di una comunità di uomini liberi e sicuri.

    L’impegno di Cecchino Principe alla guida della Regione fu d’esempio per rigore morale e trasparenza, rappresentando al contempo l’avvio di un tentativo vero di innovazione profonda della pubblica amministrazione, a partire da quella regionale.

    In questa sede non s’intende tratteggiarne la figura mitizzandone i contorni, ma il senso di ammirazione che si prova per questa straordinaria personalità politica emerge dai fatti ed è oggettivamente difficile sfuggirne. Le opere compiute ed i risultati raggiunti sono stati tanti, messi in fila uno dietro l’altro, tutti assai significativi e dal segno marcatamente positivo.

    A questo proposito, valga una sola considerazione: anche quando il suo prestigioso partito scomparve dalla scena politica, la grande personalità di Cecchino Principe rimase intatta ed incontaminata per forza e prestigio, così come non vennero scalfiti il consenso e la fiducia che la gente di Rende nutriva nei suoi confronti e nell’esperienza riformista maturata in quella città.

    Una siffatta personalità resterà un fulgido esempio di buona politica, intesa quale impegno al servizio del bene comune, e la sua scomparsa fa apparire oggi la nostra terra più povera e più fragile.

    Figure umane e politiche di tale spessore non sono comuni né si possono copiare. Ed invece, di personalità come quella di Principe ne servirebbero eccome alla Calabria e all’intero Paese, privi come sono di una grande espressione politica dal profilo autenticamente riformista. Questo servirebbe non solo all’economia e all’insieme della società, ma a ciascuna e ciascuno di noi per riacquistare fiducia dinanzi alla crisi profonda e strutturale che attraversa il mondo intero.

    In lui, come in poche altre personalità della politica italiana, si sono coniugate felicemente doti intellettuali ed umane che gli hanno reso possibile misurarsi con i problemi della società del suo tempo con la stessa audacia dell’Ulisse dantesco. Doti che, al contempo, gli consentivano di riconoscersi negli altri, a partire dai più deboli.

    Pronunciando queste poche ma sentite parole, non ho inteso semplicemente onorare una figura che ha dato lustro e prestigio alla Calabria e alle Istituzioni della nostra regione. Ma vorrei soprattutto che che si comprendesse che, per me, l’esperienza politica di Principe deve suonare come un epitaffio per quanti pensano che la storia, il progresso, l’uguaglianza e la libertà siano ormai solo espressioni vuote di un passato romantico ormai remoto. Quell’esperienza rivendica, anche qui da noi, uno scatto, un impegno ed il recupero di quell’audacia e di quell’ansia di libertà e riscatto che sono insopprimibili in ciascun uomo di ogni epoca e, soprattutto, qui ed ora, nel nostro Paese e nella nostra terra.

    Adesso, in memoria dell’onorevole Francesco Principe, invito tutta l’Assemblea ad alzarsi in piedi ed a rivolgergli, come tributo, un sincero applauso”.