• Home / RUBRICHE / Lettere a Strill / Sul nuovo Corso e l'arredo urbano

    Sul nuovo Corso e l'arredo urbano

    Sulla falsariga dell’intervento di Basilio Benedetto rispetto alle perplessità sulle modalità di “recupero” del “pavè” storico del Corso  mi sento di apportare un contributo poiché l’argomento è stato oggetto da ben 12 anni della mia attenzione sia da cittadino che da operatore culturale.

    Era circa il ’96 quando, sotto piena “Era Falcomatà” protocollai una richiesta all’assessorato ai lavori pubblici chiedendo esplicitamente un interessamento per il recupero non sul Corso bensì nell’intero Centro storico della “vecchia” pavimentazione  lavica che per la sua composizione prevalente di “basalto” viene identificata volgarmente,nelle singole pietre, come “’bbasuli”.

    La mia era una riflessione di tipo squisitamente tecnico che voleva porre attenzione sulla necessità di “ricucire” le architetture dei palazzi anche alla “strada” che con il suo terribile asfalto aveva spezzato una gradevolezza alla vista che continuava nelle pregiate armonie geometriche della pavimentazione  frutto di un lavoro meticoloso di artigiani del tempo.

    La proposta nel tempo stuzzicò l’interesse del Sindaco che annunciò il  recupero  prima dei marciapiedi e poi del “pavè” ma solo sul Corso.

    Di fatto all’inizio dell’importante arteria lato P.zza Garibaldi è ancora visibile il “saggio” dei marciapiedi nuovi che in realtà riprendevano in toto la tipologia precedente.

    Adesso vedo con soddisfazione che si mette mano nuovamente all’argomento ma con una scelta amministrativa di dubbio valore in vari aspetti.

    Pur apprezzando lo sforzo di Palazzo S.Giorgio di ridare dignità alla nostra principale arteria risulta poco comprensibile innanzitutto  un rapporto di spesa.

    Scendete sul Corso calcolate più o meno i mq interessati dal “saggio” verificate il costo e vedrete che andiamo su cifre che giustificherebbero la “laminazione in argento” della pavimentazione!!!!

    Perché  levare via le “vecchie” pietre praticamente indistruttibili? Perché non riposizionarle e ripulirle a modo e magari estendere l’operazione , per il risparmio oggettivo di risorse, ad altre aree del Centro (Piazza Duomo è vergognosa con l’asfalto)?

    Sui marciapiedi concordo pienamente con il Benedetto e con Vittorio Renzelli che già qualche settimana addietro aveva  sollevato la questione; è veramente poco gradevole quell’uniformità cromatica fra “strada” e marciapiede e toglie addirittura raffinatezza perché i materiali sono più grezzi.

    I Lampioni sono stati installati non più di 10 anni fa; ora se è vero com’è vero che sono stati sempre considerati “troppi” perché non distribuirli in altre zone  lasciandone un numero adeguato piuttosto che sostituirli?

    Poi la Corte dei Conti suona le trombe..ed andiamo in panico!!

    L’aspetto che emerge è che c’è una certa voglia di fare..ma priva di una progettualità organica degli interventi. E poi chiediamo:  perché non coinvolgere Accademia di Belle Arti e Architettura? Che le vogliamo a fare? Poi facciamo polemica sul ruolo delle Università…!

    Le piazze da poco risistemate (Castello-Orange-Carmine-Capannina ad es..) sono stata realizzate un po’ “frettolosamente” non per i tempi di consegna bensì  per la mancanza totale  della considerazione del “genius loci” ovvero della “contestualizzazione delle opere;belle piazze ma di arredi e stili poco affini alla storia architettonica dei luoghi ( piazza Castello  ha ringhiere ed illuminazione da “villa al mare”!).

    Sia ben chiaro: non voglio sollevare ad ogni costo polveroni per espresse appartenenze politiche contrarie…Piuttosto ben vengano i progetti  ma con i sacrosanti crismi dell’Architettura e, soprattutto, del “Buon Gusto”: quello che a Reggio è morto sotto le macerie del Terremoto.

    Non vogliamo attenderne un altro per seppellire il “Cattivo gusto”…facciamolo costruttivamente e civilmente con la Bellezza e l’Armonia  che vengono suggerite dall’incantevole Stretto e dal nostro stesso territorio.!

     

    Filippo Sorgonà