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    Sanità: la fisica non c'entra nulla…

    Riceviamo e pubblichiamo

     

    Lanciato il sasso in uno stagno, si crea un cerchio, reazione fisica inevitabile.

    Ciò avviene in qualsiasi parte del mondo, tranne che nella nostra bella Regione.

    Da noi le leggi della fisica sono sovvertite, nessuna reazione.

    E mi spiego:

    E’ trascorso un mese dall’ultima nota che mi ero permesso di proporre all’attenzione dei nostri concittadini, dove con molta umiltà  tentavo di fare una rapida ricognizione sui problemi gravissimi che gravitano intorno alla Sanità reggina e calabrese in genere. Allo stesso tempo indicavo due priorità d’intervento ed anche qualche soluzione alternativa.

    Mi rendo perfettamente conto di non essere un manager della Sanità, con altrettanta sicurezza posso dimostrare di non percepire compensi di decine o centinaia di migliaia di euro mensili per risolvere questi problemi, come altri dovrebbero fare. Non ho neanche la presunzione di pretendere che le mie parole venissero ascoltate e prese in considerazione da chi i poteri decisionali li detiene.

    Ma consentitemi di fare qualche riflessione!

    Quanto avevo scritto ha sicuramente incontrato l’interesse e la condivisione di centinaia di addetti ai lavori con cui mi sono confrontato e dai quali sono arrivate attestazioni di pieno assenso a quanto proponevo.

    D’altra parte nessuno dei politici interessati al problema, ha tratto conclusioni che siano state in qualche modo in antagonismo con le mie proposte.

    In questi lunghi trenta giorni, non si e’ fatto altro che perseverare nel piangerci addosso da una parte (la nostra, intesa come categoria di medici), tentare di rendere sempre più pessimistica la visione di una possibile via di fuga da questa tremenda realtà, dall’altra (intesa come quella dei vertici Aziendali e da taluni politici).

    A questo punto, come di solito accade nella nostra terra, dobbiamo attendere che qualcuno venga in nostro aiuto?, ci dica cosa fare?, come e quando, altrimenti…. ?…il nulla………!

    Per quanto mi riguarda, non riesco a condividere questo modo di non affrontare il problema, allora pur se scritto e non urlato… chiedo con forza che qualcuno risponda alle mie domande, di medico, di cittadino che paga le tasse, di uomo pensante……..

    Premesso che la sanità, vista dagli utenti è una organizzazione di servizi che non vengono erogati puntualmente e con la qualità auspicata; vista dalla dirigenza e da parte della politica è un carrozzone costoso trainato da maldestri uomini che tentano di arrivare prima possibile alla meta senza curarsi di cosa calpestino.

    Tenuto conto che il dato oggettivo è quello che emerge dalla situazione debitoria  delle Aziende Sanitarie e dalla conseguente inadeguata proposta di servizi di qualità.

    Le mie perplessità aumentano nel momento in cui rifletto sul fatto che in quest’ultimo mese nessun Ospedale fantasma si sia chiuso, nessun immobile privato sia stato abbandonato, nessun Primario di se stesso sia stato ridimensionato, e con altrettanti dubbi mi chiedo come mai le ambulanze vetuste (250000 km di media), non siano state cambiate ed incrementate di numero, i punti di pronto e primo soccorso qualificati al meglio, le postazioni di guardia medica rese piu’ efficienti per numero di operatori ed attrezzature, le prenotazioni per visite specialistiche ed esami strumentali più accessibili a tutti sia in termini di tempi che in praticità di effettuazione, i ricoveri ospedalieri più appropriati con la giusta erogazione di servizi domiciliari per i malati cronici.

    Se c’è qualcuno pronto a rispondere a queste mie curiosità, sappia che risponde non al sottoscritto ma a tutti quelli che queste disfunzioni le vivono da anni da una parte e dall’altra della barricata. Ed ancora, se ci fosse qualcuno interessato sarei felice di sedermi accanto ed informarlo molto più dettagliatamente sulle problematiche della Sanità visto che da diciassette anni ho la fortuna/sfortuna di aver girato abbastanza nei diversi settori sanitari sia pubblici che privati.

    Ah dimenticavo, la mia parcella  sarebbe a costo zero. Se per motivi burocratici non fosse possibile offrire prestazioni gratuite mi accontenterei di qualche modesto gettone di presenza.

     

     

     

     

     

    Reggio Calabria 23/11/2008                                                                   Saverio Laganà

                                                                                                                 Medico Specialista, esasperato ma non rassegnato, dalla totale indifferenza che ormai da anni sta logorando pazienti ed operatori sanitari.