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    "La centrale di Saline un'occasione da non perdere"

    LA CENTRALE DI SALINE UN’OCCASIONE DA NON PERDERE

     

                            Solo l’ignoranza e la presunzione possono far dire ai sostenitori del SI che ‘tutto andrà bene, madama la marchesa’, e ai sostenitori del NO che dietro l’angolo dell’insediamento della Centrale a carbone si prospetta una specie di apocalisse per l’intera area. Ognuno, anziché improvvisarsi medico, scienziato, poeta e navigatore, dovrebbe limitarsi a parlare di ciò che conosce per evitare d’essere apostrofato con un “sutor, ne ultra crepidam” che in soldoni significa: “ciabattino non andare oltre la scarpa”.

     

                            L’invito a parlare di ciò di cui si ha cognizione è rivolto, ovviamente, a tutti, sostenitori e detrattori dell’insediamento energetico di Saline Joniche. Ad ognuno il suo compito. La legge prevede, per un insediamento come quello di Saline, l’acquisizione del VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) che viene concesso dopo una rigorosa e scientifica analisi del progetto, dei sistemi previsti per il suo funzionamento, e delle sue ricadute, da tecnici della materia. In detta Commissione scientifica la legge prevede la presenza di un rappresentante nominato dal Comune interessato. Nello specifico il Comune di Montebello Jonico ha nominato il prof. Piccione.

     

                            A noi compete, se il VIA sarà concesso, la parte di valutazione economica-sociale e quella di contrattazione concreta, per evitare che la SEI (la Società che ha presentato il progetto), come tutte le Società che calano dal Nord e a volte considerano la Calabria terra di conquista, possa esaurire il suo rapporto con la terra che dovrà ospitarla solo con la costruzione della centrale e con l’occupazione che, giocoforza, sarà costretta a reperire sul posto.  La posizione, invece, delle vestali del NO chiude ogni possibile trattativa e lascia alla discrezionalità della Società le ipotesi di ricadute positive che, senza contrattazione saranno pochine.

     

                            Ed allora, sempre se l’impatto ambientale sarà sotto controllo, sia per le polveri (collegamento diretto nave-bruciatori, non a cielo aperto), ma anche per le emissioni di CO2 usando le ultime tecnologie della cattura delle emissioni per immagazzinarle in giacimenti petroliferi ormai esauriti, va avviato un confronto sereno ma deciso per ottenere che la mano d’opera per la costruzione (escluse le poche decine di tecnici super specializzati) sia reperita sul posto e qualificata al tipo di lavoro entro brevissimo tempo;  che una parte importante degli operai impegnati alla costruzione (soprattutto quella sotto una certa età) venga assorbita per la gestione dell’impianto con qualificazione ad hoc.

     

                            Le famiglie dell’area debbono aver garantita (così come avviene dove esistono le centrali) la distribuzione dell’energia elettrica gratis a Montebello Jonico, ed a prezzi più che agevolati a tutte le famiglie dell’area grecanica. Ma per aiutare quello che sta più a cuore alle nostre popolazioni, ma anche per agevolare la vocazione del territorio interessato, ossia il decollo del turismo, va ripristinata e mantenuta l’agibilità del porto; ricostruita la darsena per piccolo e medio cabotaggio; riservato un attracco per servizi aliscafi per Catania, Taormina, Messina e le stesse Isole Eolie;  fornita energia gratis a tutte le iniziative che aiutino lo sviluppo del turismo di massa (ristoranti, trattorie, alberghi, B&B, sale convegni, teatri, balere, pub, discoteche, ecc.); garantiti interventi per la difesa degli arenili; e previste iniziative di ricettività come villaggi turistici. Solo così la parola turismo esce dalle enunciazioni verbali per assumere veri contorni positivi.

     

                            A tutto questo va aggiunta la partita di competenza regionale o nazionale che nell’autostrada Reggio-Melito ha una delle sue priorità. Non solo per garantire collegamenti veloci, ma anche per averli abbastanza sicuri, chiudendo la tragica sfilza di incidenti mortali che hanno tristemente reso famosa la SS. 106.  Sono solo alcune idee. Non sono per nulla esaustive, anzi ognuno può dare il suo contributo perché a nessuno è vietato. Basta però smetterla con i NO pregiudiziali perché essi non portano da alcuna parte.

     

     

                            Intanto saluto con piacere la nascita, in quel di Montebello Jonico,  di un Comitato diretto da Domenico Foti che vuol “Vederci chiaro”, e quindi rifiuta i NO pregiudiziali chiedendo alla SEI un confronto pubblico e diretto. 

                                                                                     

                                                                           Giovanni ALVARO

    Reggio Calabria, 26.11.2008