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    Università Giurisprudenza, “serve una sede dignitosa”

    Riceviamo e pubblichiamo:

    L’assessore Savio sta, in questi giorni, contattando, per conto dell’amministrazione comunale, i vari soggetti interessati alla stesura del piano strategico comunale. Lodevole iniziativa politica messa in campo dall’amministrazione Scopelliti che, per una volta,dovrebbe scavalcare le divisioni tra schieramenti ed interessi particolari per dar vita ad un progetto di sviluppo condiviso ed organico.
    Stare a cavillare su chi è stato interpellato e chi no mi sembra, in questo momento strumentale e non certo prioritario, rispetto alla novità messa in campo dall’ iniziativa. Mi permetto, però, di rendere noto ciò che da più parti mi è stata segnalata come esigenza primaria, da parte di tanti cittadini Reggini, che come mio dovere segnalo a chi di competenza. Mi riferisco all’annoso problema relativo alla sede della facoltà di Giurisprudenza.
    Tutti siamo a conoscenza delle difficoltà’ oggettive del sistema universitario nazionale che certamente abbisogna di una profonda riforma ( possibilmente condivisa e non portata avanti a colpi di decreto legge) e ognuno di noi avrà delle opinioni in proposito, che probabilmente saranno anche divergenti; ma credo che nessuno possa non trovarsi d’accordo sull’urgenza improcrastinabile di dotare una facoltà cosi prestigiosa e con un numero enorme d’iscritti,di una sede dignitosa, stabile e funzionale.
    Forse non sarà possibile costruire uno skit e trap(sigh), forse le boe per far visitare, ai turisti delle navi da crociera ancorate a Messina, la nostra città dovranno aspettare, e anche la struttura prossima al Morelli dovrà attendere, ma di sicuro renderemmo più’ dignitoso il lavoro di tanti docenti e il percorso formativo di tante studentesse e studenti che da anni chiedono di non essere trattati (visto che pagano uno sproposito di tasse universitarie) come cittadini di serie Z. Se questa operazione porterà o non porterà voti ai singoli amministratori comunali non è possibile saperlo, ma di certo innalzerebbe e non poco quella fiducia, nelle istituzioni,che ormai ha raggiunto minimi storici.

    Il Vice Presidente dell’Associazione Ethos
     Giovanni Sergi