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    La letterina di Riccardo Caridi

     Caro Babbo Natale,
    anzi caro Babbo StrillNatale, vengo con questa mia a dirvi…

    scherzi a parte,  compiuto un doveroso omaggio al maestro De Curtis, espongo le mie idee riguardo a cio’ che vorrei da questo Natale sperando che, trattandosi di leggende e sogni, non restino tali in questo caso.

    Ho 28 anni, e da circa 20 vivo concretamente e attivamente in questa splendida terra, rara al mondo per collocazione geografica e per potenzialita’.
    Da quando il piccolo cervello di cui sono stato dotato mi ha consentito di pensare,ragionare e parlare, mi sono chiesto sempre le solite cose : perche’ non cambia mai nulla? perche’ i progressi sono sempre minimi? perche’ cio’ che per le altre comunita’ è un diritto normale,per questa popolazione diventa quasi un premio?
    Eppure, dopo 20 anni, ancora non sono giunto ad una risposta soddisfacente…o quasi.
    Quasi perche’ ho notato una costante legata in maniera inscindibile alle vicende reggine…la rassegnazione.
    La popolazione reggina è spesso rassegnata,sconfortata,pronta a piangersi ad ogni minimo inconveniente ( non sempre e non solo per propria indole…) salvo poi dire “eh vabe’,che dobbiamo farci..questa è la vita,questo è il mondo”.
    Io non ho mai creduto totalmente che questa è la vita,e questo è il mondo…si è vero,ci sono cose che vanno oltre le normali potenzialita’ umane..ma tutto il resto??
    Questa citta’ merita ben altro..nonostante sia invasa da un cancro maligno e schifoso quale è la Ndrangheta.  Concordo, tuttavia, con quanti affermano che un cancro non va estirpato in quanto qualcosa di estraneo e distaccato dal corpo che invade…bensi’ va combattuto in quanto Parte di quel corpo stesso,che lo ha creato.
    Ed allora io chiedo a te di far in modo che la gente reggina esca la testa dalla sabbia,inizi a guardare verso l’orizzonte,comprendendo che, di questo passo, Reggio diventera’ la terra di nulla e di nessuno.
    Vorrei che questa gente, di cui mi onoro sempre e comunque di farne parte, comprenda che senza lotta e senza pensieri,senza dignità e coraggio, non potra’ mai cambiare nulla.
    Vorrei che lottasse per i propri legittimi diritti, non facendo affidamento alla politica e ai suoi burattini: del resto, se entro un anno questa terra verra’ esclusa dalle tratte principali delle rotte aeree e ferroviarie, “il merito” è anche dei dipendenti che abbiamo votato e che nulla hanno fatto affinche’ cio’ venisse evitato. Ma sai com’è….la politica è un duro mestiere…per chi non la fa.
    Vorrei che dal prossimo anno tutte le promesse, le belle parole che si sentono dire diventino un obbligo per chi le pronuncia, pena il pubblico ludibrio.
    Ed infine, ma non per questo meno importante, vorrei tanto che il senso civico della citta’ facesse un passo avanti deciso….vorrei che questa splendida città non restasse quel far-west quotidiano, in cui bisogna fare slalom sui marciapiedi occupati da mezzi o strutture estemporanee, in cui ( anche in pieno centro cittadino ) si vedono divani,materassi e quanto altro depositati impunemente accanto ai cassonetti ( quando va bene…).
    In cui si aprono nuovi cantieri, spesso in coincidenza delle elezioni, salvo poi lasciarli incompiuti…in cui si insegnassi ai bambini che buttano carte e fazzoletti di ogni tipo dalle automobili equivale a sporcare la propria casa…, in cui le strade sembrano sponsor gratuiti ( almeno ci pagassero…)a certi tipi di formaggio…. per la grande gioia delle sospensioni…in cui le automobili vengono parcheggiate, nella migliore delle ipotesi, in seconda fila.
    Vorrei vedere qualche vigile urbano in piu’, magari non soltanto nelle solite zone e nei soliti orari…
    Caro Babbo StrillNatale, ho abusato del tuo tempo con tanti vorrei…ma sai com’è, per chi ha smesso di sognare, ogni occasione è buona per far nuovamente uscire ciò che ha dentro di sè, soprattutto se legato all’amore incondizionato per questa terra.
    Evito di inviare questa lettera –  anche solo in modalità “per conoscenza” – ai palazzi dove ( un paio di ore al giorno al massimo..) si spingono i bottoni del potere, perche’ ho la sensazione che non arriverebbe mai ( magari dispersa come i bagagli all’aereoporto.. ) oppure, qualora arrivasse, non verrebbe mai aperta… perche’ si è troppo impegnati a “lavorare”..
    Vediamo sei riesci a farmi ricredere dalla mia scarsa fede…negli uomini soprattutto.

    Riccardo Caridi

    ps :  ah…se nel tuo tempo residuo vorrai dare una mano alla Reggina ed alla Viola….:)