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    La letterina di Giuseppe

    Caro Babbo Natale
    Per Natale vorrei sotto all’albero, una risposta a questa riflessione:

    Riusciremo mai a rialzare la testa,  riusciremo mai a uscire da questo torpore, riusciremo mai a comprendere realmente cosa ci sta succedendo intorno, ma sopratutto  sarà possibile quando sarà tutto più chiaro, quando dinnanzi  ai nostri occhi il sipario finalmente si sarà alzato, comprendere e accettare l’indecoroso spettacolo che i  nostri amministratori hanno preparato e perpetrato, per noi e per i nostri figli?  
    Esco un attimo dalle file dei disillusi “terminali” e mi pongo delle domande non tanto per me in quanto disilluso, ma per i miei figli: E’ giusto il nostro modo di relazionarci con la vita, è giusto coltivarsi il proprio orticello, bello o brutto, grande o piccolo che sia e non preoccuparci di altro ? così facendo non saremo forse noi stessi colpevoli dell’indecorosa spettacolo ?
    Guardo con ammirazione i nostri vicini Francesi che protestato, vivacemente, quando viene leso un loro diritto e impallidisco quando in italia non si muove foglia anche se oltre a calpestare  i nostri diritti, hanno minato le basi per il futuro rovinando i nostri figli.
    Hanno sperperato e sperperano denaro pubblico “soldi nostri” per i loro interessi elettorali perché, diceva qualcuno “il potere logora chi non ce l’ha”, per la sete di denaro perché quello, dicono in molti, “rende felici”.
    Etimologicamente Democrazia significa “governo del Popolo”, o che bella parola che altissimo concetto che ideale purissimo.
    Ma di quale popolo ? il nostro concetto di democrazia si limita ad esercitare il diritto/dovere al voto e nel peggiore dei casi al televoto e basta.
    E’ giunta forse l’ora  di alzare la testa e di cominciare a ribellarci ? cosa aspettiamo  ancora per capire che è ora di cambiare, che è ora di “governare”,  finendola di guardare al nostro orticello, finendola di guardare al potere e al denaro e perseguendo un unico obiettivo “l’interesse di tutti”.
    E’ doloroso, scomodo, complicato,difficile pensare a quello che ho scritto forse è meglio tornare tra le file dei disillusi, nel nostro orticello che poi così brutto non è, rispetto all’orrore che ci circonda o è meglio per l’amore della vita stessa, che trova massima espressione nei nostri figli “il nostro futuro”, cercare di rendere questo orrore più accettabile più vivibile per tutti ?

    Grazie in anticipino