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    La letterina di Francesca

    Caro Babbo Natale,

    quello che vorrei chiederti non solo mi riguarda direttamente, ma finisce per interessare una larga fetta di giovani che abitano questa città (Reggio Calabria) e che come me vivono costantemente i disagi, ne subiscono le delusioni e finiscono per ingoiare giorno dopo giorno rospi amari.

    Ti scrivo per me, perché tu possa ascoltare ed esaudire le mie richieste, ma anche per tutti quelli che io non conosco,i quali so già che leggendo si ritroveranno in queste mie parole.

    Appartengo a quella schiera di giovani trentenni reggini, a quella  generazione sempre più delusa dalla classe dirigente politica locale e nazionale, che prova sdegno nel vedere con quanta facilità il nostro presidente del Consiglio abbia regalato un anello da 1400 euro alle onorevoli parlamentari del suo partito! Noi trentenni, che ci accontentiamo di lavorare per molto meno, ci ritroviamo a pensare a tutto quello che avremmo potuto fare con quella somma, mai vista in un mese di lavoro e che il Cavaliere si permette di “sprecare” in tal maniera.  Noi che per definizione siamo ormai una generazione precaria, che accumula titoli e lauree, non abbiamo un posto nel mercato del lavoro e per quello rischiamo di perdere anche la dignità! Avere trenta anni e vivere a Reggio Calabria, avendo deciso di non lasciare la città come molti coetanei hanno fatto, significa scendere a compromessi che però spesso finiscono per ledere la dignità stessa del lavoratore e dell’uomo. Tali compromessi inquinano e incrinano la vita del giovane e spesso della coppia, perché, per chi come me ha scelto comunque, nonostante la precarietà, di convolare a giuste nozze sa di dover mettere da parte altro, ad esempio la possibilità di diventare presto genitori.
    Se in due si può rinunciare a qualcosa per ritrovarsela il mese successivo dato che non si sa mai come andrà, con la nascita di un figlio tali pensieri dovrebbero essere accantonati. Il danno creato non è solo personale, ma investe tutta la società condizionandone seriamente la crescita e lo sviluppo.
    Per la beffa, caro Babbo Natale, chiedi ai nostri signori politici. Loro ormai sono degli esperti..

    Francesca.