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    Bamboccioni senza certezze!

    scuolabis

     

    di Lorena Libero* – “I giovani sono il nostro futuro!”, “I giovani sono il futuro della società!”… queste sono le parole degli anziani, dei nostri genitori.

    Ma com’è possibile essere il futuro della società se la società stessa non ci offre un futuro?? “I giovani di oggi non hanno interessi!  Non si impegnano e non vogliono trovare lavoro!”… anche questo si dice! Ma siamo davvero noi a non voler trovare un lavoro oppure non c’è possibilità di trovarlo?   Da un recente sondaggio dell’Istat si evince che il 29% dei giovani in Italia attualmente è disoccupato. Il 29%??? Ma se fosse solo il 29% non si parlerebbe del “ grosso problema della disoccupazione giovanile perché se così fosse significherebbe che il 71% un lavoro stabile ce l’ha … e di certo non è così! Il ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione Renato Brunetta ha ammesso la disoccupazione giovanile ma l’ha addebitata ad una “cattiva volontà” dei giovani italiani. “Bamboccioni”, ci definiscono! “I giovani dovrebbero andare via da casa a lavorare a 18 anni”, consigliano.  Eppure soprattutto noi ragazzi del Sud Italia spesso decidiamo di andare via dalla nostra città con il rischio di non poterci tornare solo per trovare un lavoro decente e crearci un futuro, appunto perché, a differenza di come dicono, non ci piace essere mantenuti a vita da mamma e papà!  Ma … anche se fosse così, anche se noi giovani non avessimo il coraggio di prenderci le nostre responsabilità e non vivere sulle spalle dei nostri genitori, anche se non fossimo stimolati a intraprendere una carriera lavorativa, possiamo forse essere biasimati???   Non è forse vero che, qualora riuscissimo a trovare un lavoro, questo sarebbe quasi sicuramente precario? O che, visto il prolungamento dell’età pensionabile, non si sono abbastanza posti per noi giovani?  Il problema della disoccupazione in Italia esiste ed è molto serio. E finché lo Stato non comincerà ad essere davvero dalla nostra parte, non con le parole ma con i fatti, non cesserà certo di esistere. Io sono una diciottenne; che posso capirne dei problemi dello Stato, direte! E’ vero, forse io non so come funzionano tante cose, forse non sono davvero a conoscenza di tutti i problemi dello Stato, le loro cause, le loro possibili soluzioni. Ma sicuramente so che per i giovani in Italia non c’è molto posto, non siamo noi a non trovarlo e a non adattarci. Come faccio a dirlo?? Perché tra pochi mesi mi diplomerò e pensando al mio futuro non ho molta speranza di avere il posto che mi merito nella società. Perché purtroppo nella società non c’è posto per tutti e di sicuro la meritocrazia è stata abbandonata da tempo! Il lavoro non c’è, i posti sono pochi; di conseguenza parte il meccanismo che noi tutti conosciamo che prevede l’entrata in gioco di chi “può permetterselo” non di chi desidera farlo. Ci rimproverano di non volerci prendere le nostre responsabilità, di non volerci staccare dai nostri genitori. Ma non è facile decidere di abbandonare tutto e tutti alla ricerca di un lavoro che non è detto troveremo. Le università ci offrono un orientamento, ci dicono di scegliere in maniera ponderata l’indirizzo di studi, ci dicono di badare a cosa realmente ci piace ma non è possibile. Non si può badare solo ai propri sogni perché quello che vorresti e ti piacerebbe fare non è sempre quello che la società ti offre, anzi, non lo è quasi mai. Quindi prima di dire che i giovani d’Italia sono dei bamboccioni che non vogliono rimboccarsi le maniche e crearsi un proprio futuro, forse si dovrebbe controllare che ci sia qualcosa da creare!
    * 5H
    Liceo Scientifico “A.Volta”