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    A cena con Mesiano. Elogio della stravaganza

    pilonistretto
    di Enzo Vitale* –
    “Franco, ma che ti è saltato in mente di fare il delatore su private discussioni conviviali?”; “Che bisogno c’era di raccontare ai tirapiedi di Berlusconi che Raimondo Mesiano non l’ha mai amato?”. L’amico milanese raggiunto al cellulare, pur riconosciuta

    la mia voce, rimane silenzioso e perplesso: poi capisce e ricorda e si apre in una fragorosa risata.

    È che un paio di anni fa, ospite in Milano a casa sua, ebbi modo di invitarvi a cena Raimondo Mesiano, conosciuto a Reggio a casa di comuni amici nelle precedenti festività natalizie: in quell’occasione ci si era scambiato l’impegno di vederci a cena quando fossi salito a Milano.

    Una grande casa in pieno centro, quella di Franco, che un paio di anni prima era stata richiesta e utilizzata come location da Mediaset per una puntata di “Scherzi a parte”, quella con la seduta spiritica avente per protagoniste le vallette di “Striscia la notizia”. Su questo episodio, tra l’altro, cadde quella sera la discussione tra Mesiano, il sottoscritto e Franco con la sua signora. Si parlò di un po’ di tutto e, come sempre accade, anche di politica e dei rapporti tra Berlusconi e i media.

    Franco aveva seguito, come mezza Italia, l‘assalto all’arma bianca operato su Mesiano, colpevole di essere indisponibile, di aver espresso in privato sue legittime opinioni politiche e di essere “stravagante” nella vita quotidiana, quella di cui non dovrebbe fregar nulla a nessuno. Rimasto perplesso, come tutte le persone benpensanti, dell’attacco mediatico subito dal magistrato reggino, si dichiarò contento della sorte di essere un docente universitario ormai sulla via della pensione (e quindi insuscettibile di malevoli attenzioni sulla sia vita privata, naturalmente piena di stravaganze – n.d.r.).

    Si dà il caso, infatti, che stranezze e stravaganze comportamentali, piccole manie e immotivate fissazioni, fanno parte integrante del vissuto quotidiano di persone assolutamente normali: sono come una valvola di sfogo e, come uno sfiatatoio di una pentola a pressione, servono a decomprimere un ambiente mentale a volte saturo di tensioni e preoccupazioni. Queste stravaganze sono più evidenti e maggiormente presenti negli uomini di scienza e di cultura, notoriamente portati a dare poca importanza al quotidiano e, pertanto, a controllarlo di meno.

    Io personalmente un po’ stravagante penso di esserlo e amo frequentare persone stravaganti: la mancanza di un po’ di stravaganza nella vita privata è un merito delle persone modeste o mediocri, piatte o banali. Vorrei essere più stravagante di quanto penso di esserlo, vorrei anch’io essere talmente concentrato nei miei pensieri da non saper scegliere il colore dei calzini, vorrei anch’io ritrovare il tempo perduto della barba fatta dal barbiere, vorrei anch’io essere stravagante alla Mesiano. Tutti dovremmo voler essere un po’ stravaganti alla Mesiano.

    Una città piena di persone stravaganti, di uomini di scienza e di cultura poco attenti al quotidiano, sarebbe una città felice.

     

    *Presidente Fondazione Mediterranea