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    Cambiano i tempi, non le persone

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    di Enzo Vitale* – Uno degli aspetti meno lusinghieri della sanità italiana è rappresentato dagli accordi criptici tra ditte produttrici di prodotti farmaceutici e medici di base per la prescrizione di particolari specialità medicinali, a volte di dubbia utilità. Il fenomeno, comunemente definito

     col termine di “comparaggio”, abbastanza diffuso nei centri urbani, era divenuto una vera e propria piaga nelle zone rurali, soprattutto meridionali, in cui il basso livello culturale della popolazione e l’alta percentuale di anziani esentati dal pagamento del ticket facilitava le multiprescrizioni: maggiore era il prezzo del farmaco, più alta era la percentuale offerta al medico prescrittore. Qualche anno fa, con l’introduzione del nuovo prontuario farmaceutico, che ha reso non più prescrivibili tutti i prodotti di discutibile vantaggio per il paziente, il “comparaggio” si era notevolmente ridimensionato, ridotto ad alcune specialità la cui licenza di vendita era stata ceduta dalle grosse aziende a piccole e agili strutture commerciali senza grossi scrupoli.

     

    Le Asp, allora Asl e prima ancora Usl, si erano attivate per contrastare il fenomeno. Quella reggina, quando ancora era Asl 11, aveva istituito, con personale già alle sue dipendenze (quindi senz’alcun onere aggiuntivo), capillari controlli sulle prescrizioni farmaceutiche: il sanitario “in odore di comparaggio” era invitato a un colloquio riservato di chiarimento, durante il quale veniva bonariamente dissuaso dall’arrotondare le sue entrate con poco etici espedienti. Erano controlli efficaci e a costo zero: fatti a campione, miravano a istituire un rapporto di collaborazione tra il medico e l’Asl. Erano controlli imparziali, che avevano messo il naso in ogni dove: anche dove non dovevano metterlo? Domanda appropriata, visto che inspiegabilmente l’ufficio di controllo farmaceutico venne prima smembrato, poi privato di strutture e mezzi e personale, infine soppresso.

     

    Oggi, nel 2009, in tempi di vacche magre per compari e accoliti, uno strano tipo di commesso viaggiatore bussa alle porte degli studi medici. Fattosi ricevere e aperta la valigetta, mostra il suo campionario: vitamine, sali minerali, integratori, antianoressici, anabolizzanti, coadiuvanti, rivitalizzanti, dinamizzanti, supervitalizzanti, superdinamizzanti. Un crescendo rossiniano di prodotti in grado di strappare: il bambino dall’inappetenza, l’adolescente dalla pigrizia, il giovane dall’astenia, la signorina dall’isteria, l’uomo dall’impotenza, la donna dalla frigidità, gli anziani dalla stanchezza di vivere. Seguendo le indicazioni fornite dal piazzista, il medico, una volta addottorati i pazienti sulle miracolose proprietà dei prodotti, deve fornir loro un numero di telefono cui fare l’ordine per avere “comodamente a casa propria” quanto richiesto. Al medico entra un buon 20% sull’importo dell’ordine, naturalmente in nero.

    Cambiano i tempi, non le persone: in tempi di crisi tornano, sotto mutate spoglie, i soliti compari.

     

    *Presidente Fondazione Mediterranea