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    Storie di calabresi lontani da casa – Tony Bennett, l’ultimo ‘crooner’ di Podargoni

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    di Damiano Praticò – Il 28 novembre 2011, Tony Bennett fu ospite di Fiorello alla trasmissione “Il più grande spettacolo dopo il weekend” su Raiuno.

    Nell’occasione, il cantante statunitense – all’anagrafe Anthony Dominic Benedetto – raccontò le sue origini calabresi al pubblico: “Amo la Calabria, l’ho visitata. Mio padre usava cantare sulla cima di una montagna (a Podargoni, ndr) per farsi sentire da tutto il villaggio e, una volta arrivato negli Stati Uniti, ha insegnato il canto anche a me e a mio fratello. Questo ha creato in me una passione che non si è mai fermata”. Padre di Podargoni, piccolo borgo montuoso del Comune di Reggio Calabria, madre – Anna Suraci – nata negli USA subito dopo l’emigrazione dei genitori: anch’essi dalla Calabria.
    Tony Bennett nacque a New York il 3 agosto 1926. Suo padre, John Benedetto, era un negoziante partito da Podargoni nel 1906; sua madre faceva la sarta. Iniziò a cantare all’età di dieci anni a New York esibendosi anche in diversi ristoranti del Queens. Durante la seconda guerra mondiale, Bennett fu arruolato nella 63esima divisione fanteria ed inviato in Germania, liberando – tra l’altro – il campo di concentramento di Landsberg. Tornato negli Usa nel 1946, riprese a girovagare presso le tavole calde della Grande Mela, cercando di tirare avanti facendo il cameriere. Nel 1949, Pearl Bailey, un’attrice di Broadway, lo invitò a cantare al Greenwich Village. Nell’occasione, fu Bob Hope a consigliare al 23enne Anthony Benedetto di “americanizzare” il suo nome italiano – scomodo – in Tony Bennett. Nel 1950, firmò il suo primo ingaggio discografico con la Columbia Records, raggiungendo il successo con ‘Because of you’, rimasto al primo posto nelle classifiche dei singoli per tre mesi consecutivi e vendendo più di un milione di copie. In seguito, arrivarono anche i successi di ‘Cold’, ‘Cold Heart’ e ‘Blue Velvet’. Nel 1952 sposò una sua fan, Patricia Beech, dalla quale divorzierà nel 1971.
    Alla metà degli anni Cinquanta, con la nascita del rock e la passione di Bennett per il jazz, la carriera musicale di Bennett subì una svolta, con sonorità totalmente diverse rispetto ai lavori precedenti. Nacque l’album ‘The beat of my heart’, il quale ottenne buone recensioni e consensi. In questo modo, Bennett riuscì, come Frank Sinatra, a conquistarsi lo spazio di cantante positivamente ondivago tra jazz e musica leggera. Nel 1962 incise il brano che più di ogni altro, forse, lo identifica: ‘I left my heart in San Francisco’, vincendo due Grammy Awards.
    Gli anni Settanta furono un decennio difficile per Bennett: prima il divorzio coniugale, poi quello con la casa-madre discografica Columbia. Alla MGM, dove approdò, non fu considerato per quello che meritava. Alla fine del decennio, si esibì solo una volta a Las Vegas. E’ questo il periodo in cui Bennett iniziò ad avere problemi di tossicodipendenza da cocaina: nel 1979, rischiò la vita a causa di un’overdose, ma riuscì – grazie all’aiuto dei figli – ad uscire dal tunnel della droga. Durante gli anni Ottanta, firmò un nuovo contratto con la Columbia pubblicando un nuovo album dopo più di dieci anni, ‘The art of Excellence’, nel 1986. Con gli anni Novanta, Bennett apparve come guest star in numerosi show televisivi: il David Letterman Show, il Late night with Conan O’Brien, spettacoli di MTV ed anche un episodio de I Simpson. Nel 1993 omaggiò Fred Astaire con ‘Steppin’ Out’, il quale gli fece vincere l’ennesimo Grammy. Cinque anni dopo, pubblicò la sua autobiografia ‘The good life: the autobiography of Tony Bennett’. Nel 1997, era stato iscritto nella Hall of Fame degli interpreti jazz e nel 2001 gli fu consegnato il Grammy alla carriera.
    Per i suoi 80 anni, festeggiati il 3 agosto 2006, l’intero show business americano gli rese omaggio. Duettò con Christina Aguilera al Saturday Night Live e pubblicò l’album ‘Duets: an american classic’, vincendo due Grammy. Lo scorso luglio, Bennett si è esibito al Lucca Summer Festival in concerto con Giorgia.
    Oggi, a quasi 87 anni, questo figlio di un emigrato di Podargoni, ormai diventata quasi una ghost town, continua a cavalcare il gigante dello “show-biz” statunitense.