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    Storie di calabresi lontani da casa – Gay Talese, il padre del New Journalism

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    di Damiano Praticò – Ci sono Tom Wolfe, Norman Mailer e poi lui: Gay Talese, nato ad Ocean City – stato del Maryland (Usa) – il 7 febbraio 1932 dal padre Joseph Talese,

    sarto originario di Maida, in provincia di Catanzaro, e dalla madre Catherine De Paolo, di Brooklyn, New York, tra i padri fondatori del New Journalism.

    Nella sua città natale, i genitori – protagonisti del suo romanzo “Ai figli dei figli” del 1992 – gestivano un negozio di abiti da donna. Gay Talese si laureò nel 1953 all’Università di Alabama. Nello stesso anno, ad appena 21 anni, venne ingaggiato dal New York Times, quotidiano in cui sarebbe rimasto a lavorare come reporter fino al 1965, anno in cui passò al mensile Esquire, per il quale ha scritto i suoi pezzi più celebri. Ha inoltre collaborato con grandi testate statunitensi come il Times, The New Yorker e Harper’s Magazine.

    Uno dei suoi romanzi più celebri è sicuramente “Onora il padre” del 1971, pubblicato in Italia da Rizzoli nel 2011. In esso, Talese descrive la parabola mafiosa del boss italo-americano Joseph Bonanno a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta; racconta storie crude, dense di azione, che rimangono impresse a fuoco nella memoria attraverso il caldo turbinio di piombo che trapassa l’aria.

    Nove anni dopo “Onora il padre”, Talese tornò alla ribalta con la pubblicazione di quella che egli definì “inchiesta sulla crescente tendenza americana all’infedeltà e alla sperimentazione sessuale”: il titolo era “La donna d’altri”. Attraverso questo romanzo, Talese toccò i nervi scoperti della morale statunitense: parlava di pornografia – soft e hard – e si attirò, di conseguenza, una valanga di polemiche. Finì addirittura in tribunale, dinanzi alla Corte Suprema. Nonostante ciò, il libro ebbe un successo allucinante.

    Gay Talese: tutto ebbe inizio, in nuce, in un piccolo paesello dell’entroterra catanzarese: Maida, Calabria. Eppure l’Italia – né tantomeno la nostra regione – quasi non conosce uno dei suoi figli più “pregiati”…