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    Storie di calabresi lontani da casa – Flavio Tranquillo

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    di Damiano Praticò – Flavio Tranquillo è, da anni, la voce italiana delle partite Nba su Sky Sport. Fortemente legato al mare della sua Calabria – è nato, infatti, da genitori provenienti da Pizzo Calabro (VV)

    – si diploma al Liceo Ginnasio Tito Livio di Milano e frequenta la Facoltà di Economia e Commercio all’Università “Luigi Bocconi”. Durante questo periodo, è arbitro federale di basket nelle serie giovanili e minori del milanese. Contemporaneamente, inizia diverse collaborazioni con testate dedicate al football americano ed al basket, tra le quali la rivista Superbasket. “Il compito dello sport per le giovani generazioni” – dice a Strill.it – “è quello di veicolare messaggi positivi. Di sicuro, la sua presenza, oggi, è forte come sempre e manterrà ancora una presa fortissima”. Nel 1981, Tranquillo comincia la sua carriera radiofonica a Radio Press Panda sostituendo, pro tempore, per le partite di ‘Olimpia Milano’ il futuro compagno di tanti match Federico Buffa; resterà al suo fianco, in quel periodo, come seconda voce. Qualche anno dopo, i ruoli saranno invertiti. Il suo esordio in televisione avviene nel 1985 dopo ulteriori esperienze in radio come Radio Peter Flowers e Novaradio. In questo periodo, diventa delegato di produzione degli Sport Americani per le reti Fininvest, ora Mediaset. Successivamente, si trasforma in giornalista e telecronista per Italia 1, Tele+ ed attualmente Sky Sport. Fa parte dei “pionieri” di Tele+, ora Sky, il gruppo di giornalisti e tecnici che diedero vita all’emittente privata nel 1991. Tra il 1998 ed il 2000, è stato Responsabile Comunicazione della Lega Basket, continuando a collaborare con Tele+ per le telecronache di basket NBA. “Se il basket italiano è sempre in seconda linea rispetto al calcio” – ci dice – “tutto dipende dalla concezione del sistema sportivo. Negli Stati Uniti ognuno può praticare il basket, o qualunque sport, fin dalla scuola, indipendentemente dalle attitudini o capacità. Noi, invece, veniamo attratti da un sistema esterno che, alcune volte, non sceglie né bene né in modo meritocratico”. Per tanti anni, Tranquillo ha commentato anche il basket NCAA ed il football NFL prima di dedicarsi completamente al basket di Serie A, Euroleague ed NBA. Federico Buffa lo ha sempre accompagnato nel commento tecnico della massima serie del campionato di basket americano. La sua voce è legata anche alla Nazionale italiana di basket che ha seguito nella vittoria al Campionato europeo del 1999 e nell’edizione svedese del 2003 quando l’Italia raggiunse il terzo posto utile per la qualificazione alle Olimpiadi di Atene 2004. “Il basket è un’esperienza di squadra reale: andare e venire dalla panchina è una crudeltà che ti forgia per la crescita. Vincere o perdere una partita all’ultimo secondo, fatto molto più probabile rispetto ad altri sport, ti tempra nell’animo lasciando sul tuo volto lacrime di gioia o di sconforto”. Nel 2010, Tranquillo ha deciso di pubblicare un piccolo breviario sulla legalità dal titolo “I dieci passi”. “Ritengo che la pallacanestro sia una parabola della vita. E tutto sommato lo è veramente: il circolo virtuoso che riesci ad accendere lì, devi farlo anche nella vita, per avere la forza di riconoscere i tuoi limiti e per riuscire a fare i lavori meno gratificanti quando sia necessario. Il denominatore comune è proprio il lavoro”. La legalità, tuttavia, viene spesso violata anche nel mondo dello sport… “Il basket diventa spesso ingiusto perché, alcune volte, una stessa azione potrebbe essere interpretata con tre, quattro criteri regolamentari diversi. Accettare la decisione dell’arbitro è il più forte esercizio di legalità. Tuttavia” – ci dice francamente – “accade regolarmente il contrario”.