• Home / RUBRICHE / Calabresi lontani da casa / Storie di calabresi lontani da casa – Franco Montorro

    Storie di calabresi lontani da casa – Franco Montorro

    montorrofranco
    “E’ proprio d’estate che la nostalgia della Calabria mi assale più di frequente, ricordando gli anni in cui venivo in vacanza, da ragazzo. Ma è una nostalgia che si stempera

    nel sorriso e che poi si trasforma nell’allegra sensazione di non essermene in realtà mai andato”.
    Franco Montorro, professione giornalista, dopo Aldo Giordani colui il quale ha legato più di ogni altro il suo nome all’editoria italiana del basket non ha dubbi né ricorre a infingimenti: la sua calabresità non solo la vive fino in fondo ma la sbandiera ad ogni piè sospinto “perché ho parenti e amici calabresi un po’ ovunque e ci sentiamo e rivediamo spesso, perché mi basta chiudere gli occhi e Tropea, Scilla, Stilo, Gambarie sono indelebili nella memoria. Perché grazie a qualcuno che conosce bene i miei gusti, nella mia cucina non mancano mai peperoncino e ‘nduja. Perché una cosa che mi diceva sempre mio padre me l’ha curiosamente ribadita tempo fa un calabrese d’eccellenza come Santo Versace: noi siamo per natura un po’ solitari, ma le cose migliori le realizziamo facendo gruppo. Un gioco di squadra, per la Calabria, che continua a vedermi felicemente impegnato”.
    Franco Montorro, figlio di un carabiniere reggino, è nato a Bologna nel 1960. Nel 1987 ha iniziato la carriera giornalistica, che lo ha portato a scrivere per Guerin Sportivo e Autosprint fino al 1997, quando ha assunto la carica di Direttore di Superbasket, American Superbasket e Giganti del Basket, mantenuta fino al 2008, ma sono numerose le sue collaborazioni o direzioni per testate come ad esempio La Stampa e Il Sole 24 Ore Sport. Nella scorsa stagione sportiva ha lavorato per la Sebastiani Rieti in DNB, occupandosi di marketing e comunicazione, ma assumendo poi anche l’incarico di direttore sportivo.
    Montorro ha portato sulle sue spalle l’onere di vivere la lunga, lunghissima stagione del declino del basket italiano, piombato dai fasti degli anni ’80 alla lunga crisi dei ’90 per sprofondare nell’abisso degli anni ‘2000.
    Lo ha fatto con senso di responsabilità e autorevolezza e in più di un caso le colonne di Superbasket hanno dato una mano consistente al sistema intero che andava sgretolandosi ogni giorno di più.
    “Salviamo Reggio Calabria” titolò SB nel 1998, nel pieno della delicatissima operazione di salvataggio targata Versace-Angelucci post-fallimento della Viola di Natale del 1997 e Montorro, con la testata, ebbe anche un ruolo decisivo nel convincere la Virtus Bologna circa l’opportunità di accettare il rinvio della gara prevista in gennaio contro i neroarancio in mancanza del quale non ci sarebbero stati i tempi necessari per il passaggio dalla vecchia alla nuova società.
    Fa tenerezza, Franco, a sentirlo parlare: fa tenerezza perché sull’evidentissimo accento bolognese ogni tanto innesta lo slang della sua Calabria che crea un mix irresistibile.
    Un mix dal sapore inconfondibile di quella Calabria che – in qualche modo misteriosamente – resta comunque casa sua.