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    Storie di calabresi lontani da casa – Adele Cambria

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    di Damiano Praticò – Adele Cambria è una giornalista e scrittrice di caratura nazionale ed internazionale. Nata a Reggio Calabria, si è laureata all’Università di Messina in giurisprudenza.

    Nel 1956 entra nel mondo del giornalismo grazie alla collaborazione con il neonato quotidiano “Il Giorno”, fondato da Gaetano Baldacci, e con “Il Mondo” di Mario Pannunzio.

    Da lì in poi ha iniziato a lavorare per numerose testate nazionali: “L’Espresso”, “Paese Sera”, “La Stampa”, “Il Messaggero”, “L’Europeo”. Nel 1963 ha iniziato a lavorare per la Rai, collaborazione che mantiene tuttora, e dal 2003 collabora anche con “L’Unità”. Proprio per RaiSat Album 39, ha realizzato dal 2000 al 2003 delle trasmissioni sull’immagine della donna in tv dal titolo “E la Tv non creò la donna” e “Trittico meridionale”, con tre puntate dedicate al Sud e specificatamente al sociologo Ernesto De Martino, Maria Occhipinti ed alla sua città natale, Reggio Calabria.

    Vicina alla sinistra progressista del Partito Radicale di Marco Pannella e pioniera del femminismo, Adele Cambria ha diretto negli Anni Settanta la rivista “Effe”, il primo magazine del movimento femminista diffuso attraverso le edicole. E’ stata tra le fondatrici, inoltre, del Teatro “La Maddalena” di Roma.

    Tra le opere da lei pubblicate, ricordiamo “Maria Josè” (1966), biografia dell’ultima regina italiana con diari inediti; “Amore come rivoluzione – La risposta alle lettere dal carcere di Antonio Gramsci” (1976), in cui Cambria pubblica per la prima volta le lettere delle tre sorelle Schucht, la minore della quali, Giulia, aveva sposato Antonio Gramsci; “L’Italia segreta delle donne” (1984), tradotto anche in Germania; la sua pubblicazione più recente è “Storia d’amore e schiavitù” (2000), romanzo finalista al Premio ‘Elsa Morante’ ed in concorso al Premio Strega (sesto posto). Ha scritto, inoltre, numerosi testi teatrali tra cui “Nonostante Gramsci” e “La regina dei cartoni”.

    Amica di Pier Paolo Pasolini, vanta anche una piccola carriera di attrice in alcuni film del regista e scrittore romano: il bellissimo “Accattone” del 1961, nel ruolo di Nannina; “Comizi d’amore” (1965) e “Teorema” (1968).