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    Storie di calabresi lontani da casa – Raoul Bova

    raoulbova
    di Damiano Praticò – E’ un dipendente dell’Alitalia di Roccella Jonica, provincia di Reggio Calabria, a donare la vita, insieme alla moglie casalinga, ad uno dei sex symbol mediterranei più desiderati al mondo.

    Raoul Bova nasce a Roma da sangue calabrese il 14 agosto 1971. Durante l’infanzia, trascorre le estati nel paese natio del padre, immerso nello splendore paesaggistico mozzafiato che solo la fascia ionica sa offrire. Dopo essersi diplomato all’Istituto Magistrale, si iscrive all’ISEF, abbandonando però gli studi molto prima della fine dei corsi. La carriera sportiva, infatti, lo assorbe totalmente. A 16 anni è campione italiano giovanile di nuoto nei 100 metri stile dorso ed entra così nella squadra S. S. Lazio. A 21 anni, la leva obbligatoria lo costringe a entrare nel corpo dei Bersaglieri e, terminato l’obbligo militare, si iscrive ai corsi di recitazione della scuola ‘Beatrice Bracco di Roma’, studiando con Michael Margotta, ma abbandona prestissimo anche questi per recitare, nel 1992, nello sceneggiato televisivo ‘Una storia italiana’, con Sabrina Ferilli e Giuliano Gemma, biografia dei fratelli Abbagnale, campioni del canottaggio italiano. Il suo debutto sul grande schermo avviene grazie a Pino Quartullo che lo sceglie per ‘Quando eravamo repressi’ (1992). L’anno dopo, ancora non famoso, si impone all’attenzione delle teenagers grazie al film di Carlo Vanzina ‘Piccolo grande amore’, dove interpreta un comune ragazzo italiano innamorato della Principessa del Lichtenstein interpretata da Barbara Snellenburg. Arriva il successo.

    Viene riconosciuto come uno dei più bei ragazzi in circolazione nel panorama cinematografico italiano: fisico statuario, bellezza pulita, con tutti i tratti tipici del maschio mediterraneo. Nel 1994 riprende ancora la strada televisiva con ‘La Piovra 7 – Indagine sulla morte del commissario Cattani’, nel ruolo del vicecommissario Gianni Breda (prenderà parte anche a ‘La Piovra 8 – Lo scandalo’ e ‘La Piovra 9 – Il patto’). Il successo acquisito rende possibile il suo inserimento nel cast di ‘Palermo – Milano solo andata’ (1995), accanto a grandi interpreti del cinema italiano, fra cui Giancarlo Giannini, Ricky Memphis, Valerio Mastandrea e Romina Mondello, con la quale Raoul Bova intreccerà una lunga relazione d’amore.

    Si lascia andare alla sua prima scena di nudo ne La lupa (1996), trasposizione dell’opera omonima di Giovanni Verga che porta la firma di Gabriele Lavia.

    Il suo ruolo migliore è considerato in Italia quello delle tre serie di film tv (in arrivo una quarta) ‘Ultimo’ (1998, 1999 e 2004), che lo vede come protagonista nella parte del carabiniere Roberto Di Stefano, nome in codice “Ultimo”, l’uomo che catturò Totò Riina.

    Spopola fra i muri delle camerette delle ragazze quando decide di farsi ritrarre nudo nel calendario di Max del 2000. Grande amico di Giorgio Armani e dell’attore Alessandro Gassman, trova la sua perfetta dimensione soprattutto nelle fiction televisive, passando dal poliziesco a generi molto più riflessivi. Per interpretare, ad esempio, San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, nella fiction Francesco (2002) di Michele Soavi, perde ben 14 chili. Scelto da Ferzan Ozpetek per interpretare il vicino spione e spiato di Giovanna Mezzogiorno ne ‘La finestra di fronte’ (2003) e dopo un breve flirt con Sharon Stone, sposa la veterinaria Chiara Giordano, figlia del famoso avvocato matrimonialista Annamaria Bernardini De Pace. Dalla moglie avrà due figli: Alessandro Leon e Francesco.

    Conosciuto negli Stati Uniti per Alien Vs. Predator (2004), torna in Italia qualche anno dopo con due fiction d’azione molto seguite: ‘Attacco allo stato’, ricostruzione del riaffiorare delle Brigate Rosse attraverso gli omicidi Biagi e D’Antona e ‘Nassiryia – Per non dimenticare’, il più grave attacco terroristico subito dal contingente italiano durante la seconda guerra del Golfo. Ritrova l’ex Romina Mondello in uno dei film che l’ha reso più celebre ‘Milano – Palermo: il ritorno’ (2007). Il 2008 è l’anno del fenomeno nazionalpopolare Federico Moccia e Raoul Bova diventa il protagonista cinematografico del suo libro ‘Scusa ma ti chiamo amore’, film adolescenziale in cui Bova si innamora di una ragazza vent’anni più giovane. Una scelta coraggiosa è quella di Sbirri, poliziesco-documentario in cui l’attore veste i panni di un agente della Squadra Speciale della Polizia. Bova e la sua troupe, per rendere maggiormente realistico il contesto della pellicola, hanno partecipato realmente ad operazioni effettuate dalla Polizia.

    Per ‘La nostra vita’ (2010) di Daniele Luchetti, accanto ad un magnifico Elio Germano, riceve una nomination ai David di Donatello (la seconda dopo quella per ‘Palermo-Milano solo andata’). Lo stesso anno compare in ‘The Tourist’, con Johnny Depp ed Angelina Jolie. E’ costretto a rifare l’esame di maturità in ‘Immaturi’ di Paolo Genovese, per poi trascorrere una movimentata vacanza presso la località greca di Paros nel sequel ‘Immaturi – Il viaggio’ (2012).

    Paros e Roccella Jonica, luogo da cui è iniziato tutto per l’attore calabrese, due località egualmente incantevoli. Aggettivo quest’ultimo che, di certo, non stride con la figura di Raoul Bova.