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    Storie di calabresi lontani da casa – Giuseppina Tripodi

    tripodigiuseppina
    di Damiano Praticò – Giuseppina Tripodi, nata a Reggio Calabria nel 1951, da oltre quarant’anni, 44 per l’esattezza, è la più stretta collaboratrice del Premio Nobel

    per la Medicina Rita Levi Montalcini.

    Siede nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Rita Levi Montalcini, nata nel 1992 per volontà delle sorelle gemelle Montalcini in onore del padre, con lo scopo “Il futuro ai giovani“. Lavora nel CdA della Fondazione come consigliere delegato portando avanti un lavoro enorme: scova sponsor, crea eventi per raccogliere fondi a favore delle donne e degli uomini in Africa. L’obiettivo è quello di incentivare lo sviluppo attraverso l’istruzione: dodicimila persone tra donne e giovani maschi, soprattutto bambini-soldato in Congo, sono state aiutate dalla onlus della famiglia Montalcini fino ad oggi. 

    Una calabrese braccio destro di un Premio Nobel. E’ Tripodi nel 1986, infatti, a raccogliere la documentazione sulla scoperta che valse a Rita Levi Montalcini il premio Nobel per la medicina: il fattore di accrescimento della fibra nervosa. Da oltre quarant’anni le sta accanto, conservandole lettere, carte, documenti ed aiutandola nella conduzione della Fondazione.

    Chi, dunque, meglio di lei sa chi sia davvero Rita Levi Montalcini. “E’ davvero, prima di tutto, una scienziata. Ma è anche una grande umanista, con una viscerale passione per la poesia e per la musica classica e un forte interesse per le tematiche sociali. Rita” – ha detto Tripodi – “dice sempre che un ricercatore non deve fissare l’attenzione solo sul proprio lavoro ma deve guardarsi intorno e interagire con il mondo circostante. Per lei è essenziale che tutti seguano le vie della conoscenza. Perchè solo così, sostiene, si può consegnare alle future generazioni un mondo più ricco e vario”.

    Tripodi e Levi Montalcini si erano conosciute ad una festa nel 1968. Dopo quel primo incontro, la neurologa la scelse come collaboratrice, nonostante la reggina non avesse una formazione scientifica. Un colpo di fulmine lavorativo. Da allora nulla le ha divise.

    La calabrese non ha mai dimenticato, tuttavia, la sua vena di scrittrice. Ha firmato, infatti, numerosi libri insieme alla professoressa. Tra le tante opere divulgative ricordiamo: ‘I nuovi magellani dell’era digitale’ (2006), ‘La clessidra della vita di Rita Levi-Montalcini’ (2008), ‘Le tue antenate’ (2008), ‘Eva era africana’.

    Ne ‘La lezione di Rita Levi-Montalcini’, la sua più stretta collaboratrice spiega la solidarietà secondo la grande scienziata, anche attraverso gli aspetti significativi della sua biografia, a partire dalle letture, dagli incontri, dai progetti e dalle battaglie che ha abbracciato, nel nome delle donne che hanno combattuto per l’emancipazione e la ricostruzione di paesi massacrati dalle guerre.

    Per il Salone del Libro di Torino 2012, Tripodi debutta come poetessa con “Le impronte della vita“, una raccolta di poesie illustrate le cui cronistorie di vita raccontano sensazioni ed emozioni dell’animo attraverso le diverse rappresentazioni artistiche, dalla forma filosofica a quella poetica, pittorica ed estetica.