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    Storie di calabresi lontani da casa – Angelo Morano

    moranoangelo
    “Vengo da una regione dove la gente distrugge invece di costruire, qui è esattamente l’opposto”, questa amara considerazione è di Angelo Morano, un giovane imprenditore,

    che dalla ridente Cittanova in provincia di Reggio Calabria ha trovato la sua realizzazione professionale in Cina. Lascia Cittanova con tanta voglia di affermarsi e di farcela in una Cina lontana e poco conosciuta e lì si costruisce una piccola fortuna. La terra del Sol Levante è stata da sempre la meta di Angelo che ha studiato  lingua e letteratura cinese all’Istituto Orientale di Napoli. “Mi sono appassionato alla Cina per i miei studi. Un giorno su una guida per universitari ho letto di un corso sperimentale di cinese e sono andato a Napoli. Studiando la lingua mi sono incuriosito anche delle tradizioni e della cultura di quella terra”. Nel 1997 grazie ad una borsa di studio, frequenta insieme ad altri tredici studenti  l’Accademia di Cinema di Pechino. Un luogo certamente più innovativo e più aperto ai cambiamenti rispetto agli ambienti più tradizionali delle altre università. Qui Angelo entra in contatto con un’altra Cina, quella moderna e al passo con i tempi. “Sono tornato a casa con le idee confuse. Avevo conosciuto una Cina diversa da quella che mi aspettavo. Una Cina nuova e moderna e mi ha incuriosito capire la mentalità di quella gente”. Ben presto inizia a viaggiare spinto dalla curiosità. Mongolia, Gansu, province interne, ogni luogo è entrato nel cuore di Angelo. “In questi viaggi, delle vere peregrinazioni mi sono arricchito molto, la Cina del Tibet e dei paesi confinanti è bellissima. Per andare in mongolia no viaggiato in treno e in macchina e ho visto posti strabilianti in cui ancora permangono tradizioni  e priorità che non sono conciliabili con quelle occidentali”. Angelo decide che il suo futuro sarà in Cina e comincia a cercare lavoro. La prima occasione è quella di fare l’interprete per gli investitori italiani. La società cinese parla inglese ma quando si tratta di importanti trattative allora la lingua è quella nazionale. Una professione, quella dell’interprete, che gli consente di conoscere molta gente, di comprendere come funzionano gli ambienti finanziari e imprenditoriali del mercato cinese. “Giravo in continuazione” racconta in un’intervista, “dalle cave di marmo alle aziende elettroniche. Ho lavorato per un imprenditore che aveva in progetto una catena di pizzerie: è stato un fallimento, e per me una grande lezione. Ho capito che questo è un paese che dà molto, ma ti chiede tutto”. Nel 2000 viene proposta ad Angelo la gestione in franchising del marchio Terranova di Rimini, abbigliamento prêt-à-porter. “Ho aperto sei negozi a Shanghai, tre a Singapore e tre nelle Filippine.
    Poi ho scoperto che il tipo di Hong Kong faceva copiare gli abiti in una sua fabbrica.
    Mi sono dimesso. E Terranova mi ha assunto. Ho iniziato a produrre: nel 2005 avevo 142 fornitori ed esportavo 11 milioni di capi. Ma mi annoiavo. Volevo fare altre cose, stare sul mercato cinese”.
    Un loft visitato per caso agli occhi di Angelo diventa il posto giusto per aprire un ristorante, “ho telefonato a mio fratello Vincenzo che all’epoca studiava a Napoli e gli ho proposto la mia idea. E’ stato entusiasta, è venuto a Shangai e insieme abbiamo aperto That’s amore, un ristorante italiano”. Il ristorante è stato insignito del prestigioso riconoscimento “Marchio qualità italiana”. Con l’appoggio del pittore e regista Cheng Yifei, suo vicino di casa, Angelo si appella al vicegovernatore di Shanghai e riesce ad impedire che le ruspe abbattano il vecchio edificio  che ospita il ristorante per costruire un centro commerciale.
    Lo stabile ospita anche un laboratorio per la produzione di pasta fresca, pasticceria e gelati. Tutto esclusivamente prodotto con alimenti made in Italy.
    A solo un isolato di distanza, apre la panetteria “Mollica di pane”.
    Con l’esperienza acquisita negli anni decide di lanciarsi nell’import-export di abbigliamento e prodotti alimentari di eccellenza, non solo italiani.
    “Ho iniziato con l’import di abbigliamento, ma adesso importo anche pesce da Sicilia, Norvegia e Grecia e vino e formaggi italiani”. Il food made in Italy è molto apprezzato dai cinesi, “l’amore dei cinesi è rivolto a tutto ciò che è prodotto in Italia dall’alta moda, alle automobili al cibo italiani” afferma con orgoglio Angelo che è anche protagonista all’Expo 2010.  Angelo partecipa alla gara d’appalto con cinquecento concorrenti del calibro di Starbuck’s.
    e ottiene l’esclusiva per la fornitura di pane e prodotti da forno e in uno spazio di fronte al padiglione cinese, apre un ristorante, una gelateria e una panetteria. Un’esperienza entusiasmante e molto impegnativa “dall’Expo l’immagine dell’Italia è uscita rinforzata. Il padiglione italiano è stato visitato da migliaia di persone al giorno che hanno apprezzato le eccellenze italiane. Per me è stato un lavoro duro e intenso perchè ho vissuto la manifestazione in prima persona dall’organizzazione ai giorni dell’esposizione. Ho dei ricordi incredibili”. In Cina Angelo trova la sua America, il luogo dove realizzarsi e rendere vero un sogno, “dai cinesi dobbiamo imparare l’abnegazione al lavoro ma l’ingegno e la creatività restano sempre delle prerogative prettamente italiane”. La ritualità legata al cibo diventa un momento che accomuna l’Italia alla Cina e secondo Angelo “il convivio è una parte importante del business cinese e ciò li avvicina a noi italiani che spesso a tavola concludiamo importanti affari”. È già imprenditore affermato ma a trentacinque anni Angelo Morano si sente solo all’inizio del suo percorso professionale, “sto cercando di far crescere il progetto Food un franchising di panetterie in Cina. Qui c’è tanto da fare imparando da loro e riportarlo in Italia, magari un giorno ci tornerò anch’io!”.
    Il viaggio di Angelo è solo all’inizio!