Ci parli e la sua voglia di vita ti travolge, ti prende a morsi. Morsi dell’anima, di quelli che non puoi contrastare, ai quali ti riesce solo di consegnarti. Annalisa Insardà è un’attrice. Figlia di Calabria. E’ nata a Polistena il 13 ottobre del 1978. Ultima di quattro figli, Annalisa cresce con una predisposizione naturale verso la recitazione.
Già a quattro anni costruisce per casa, a Laureana di Borrello, provincia di Reggio Calabria, siparietti e teatrini con scatoloni e lenzuola. Un destino segnato. Una strada tracciata che le consente, come lei dice, di dar vita alle migliaia di personalità che in nuce si affastellano dentro di noi. Uno, nessuno e centomila, ma in positivo.
Annalisa si diploma nel 1999 presso l’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria. Il teatro: la sua culla professionale. Scappa via dalla Calabria a 26 anni. Il suo lavoro, come quello di tanti altri, non le consente di rimanere nella terra che tanto ama. Si deve andare. D’altronde, come fa dire Cesare Pavese ad “Anguilla” ‘un paese ci vuole non fosse che per il gusto di andarsene via’. Ed Annalisa parte, va via e poi ritorna spesso dai suoi genitori.
Ma qualcosa la turba di questa amata-odiata terra: quando si è lontani, si vuole ferocemente tornare nel grembo di Mamma Calabria. Quando le si è sopra, si vuole fuggire.
Perché Annalisa ama la Calabria, ma non riesce a perdonarle uno stato di miseria in cui la Calabria stessa si è ficcata con le proprie mani.
Dalla Magna Grecia all’asservimento totale verso Poteri ingiusti interni (‘ndrangheta) o esterni (il Nord ‘sfruttatore’). Annalisa, invece, crede che la sua terra debba risvegliarsi, rendersi mentalmente indipendente, smettere di dirsi seconda e perdente, farsi forte e orgogliosa.
E questo pensiero Annalisa lo concretizza attraverso la propria persona ed il proprio lavoro. Perché sono gli individui che mutano le sorti ed il comportamento di un territorio.
E tu ci parli, ci parli e la forza dei suoi pensieri fa il paio con la sua forza d’animo, quella che ha pervaso tutte le scelte di un carriera ancora verde ma già ben segnata da un paio di punti esclamativi.
La sua forza sta in uno straordinario mix di calabresità, tra l’antico e il moderno: caparbietà, una piccola piccola dose di fatalismo, ambizione smisurata e una travolgente ironia che entra e esce continuamente da ogni suo pensiero affidato ad una eloquenza d’altri tempi.
Nel corso della sua carriera ormai più che decennale, Annalisa fa teatro, cinema, tv, doppiaggio. Attualmente è docente di recitazione teatrale all’Istituto ‘Aniene’ di Roma. Un mondo difficile in cui lei stessa ammette che non esiste una vera meritocrazia, in cui ci sono “cento pesi e cento misure”. Ma in cui riesce a ritagliarsi un grande spazio: in teatro, con tante commedie e tragedie greche; in televisione, con la partecipazione a ‘Carabinieri 6’ e ‘Vivere’; al cinema, come attrice in film come “Tienimi stretto” (qui il trailer) di Luca Fortino; come doppiatrice in film quali “We want sex” o nella serie tv di Don Matteo 6 e 7. Ha ricevuto infine, come riconoscimento ai propri sforzi lavorativi, il Ciak di Calabria per il 2011/12.
Un piccolo grande contributo di una calabrese per il riscatto della sua terra.