
“Itadakimasu”, buon appetito, tante volte Elio Orsara lo ha augurato ai clienti dei suoi ristoranti in Giappone. Chef internazionale, è stato insignito nel 2009 del “Premio Made in Calabria”
per le eccellenze calabresi “perchè calabrese di Cetraro che con le sue mani d’oro, il culto per il Made in Italy e l’impegno imprenditoriale ha creato un ponte tra l’Italia e il Giappone, un tenace ragazzino calabrese che ha realizzato e che ancora oggi sogna”. Nato il 25 ottobre 1966 a Cetraro, la cittadina tirrenica in provincia di Cosenza divisa tra l’abitato collinare e la marina, Elio è un calabrese Doc. Nutre già da bambino una passione per il buon cibo alimentata anche dal ristorante della nonna dove lavora sin da giovanissimo e dove apprende i trucchi e i segreti della buona cucina fatta col cuore e con i genuini prodotti calabresi. Aspirazioni e caparbietà insieme alle originali ricette della nonna, lo accompagnano e lo aiutano ad inseguire il suo sogno che lo porta lontano da casa. A diciassette anni, con una sua già notevole esperienza culinaria, si trasferisce a Milano dove acquisisce padronanza anche con i settori della cucina del nord. A Elio ancora non basta e vuole anche scrollarsi di dosso quella fastidiosa etichetta di emigrato che la città lombarda gli affibbia. Si trasferisce così in Inghilterra per imparare la lingua e raggiungere l’America. A Londra si ferma tre anni, in attesa del visto per gli Stati Uniti che tarda ad arrivare per problemi burocratici. Studia e lavora e diventa chef in un famoso ristorante della capitale britannica. Decide trasferirsi in Spagna, dove apre un bar-pizzeria e si fa apprezzare come ristoratore. Ben ambientato in territorio iberico, pensa di rimanerci stabilmente quando arriva il tanto atteso visto per l’America. Felicissimo, si getta nella nuova avventura d’oltreoceano motivato da un grande entusiasmo e da tante speranze. L’impatto col modo di vivere americano è però traumatizzante. Elio, che proviene dalla tranquilla Cetraro, deve scontrarsi con una mentalità e una cultura alle quali non riesce ad adattarsi. Il richiamo dell’Italia è troppo forte ed Elio rientra in patria, e lavora come chef in un golf club di Como. Lì avviene l’incontro con la persona che cambierà la sua vita: Nakagushi, magnate dell’industria giapponese. Entusiasta della professionalità di Orsara, l’uomo d’affari gli propone di seguirlo in Giappone per gestire una catena di ristoranti. È il 1990 e l’occasione della sua vita è arrivata. Accolto come un “sensei”, un maestro dell’arte culinaria, in poco tempo impara la lingua e comincia ad apprendere le tradizioni culturali e popolari del paese. La marcata differenza sociale oltre che prettamente culturale tra la profonda Calabria di Cetraro e la Tokyo “capitale d’Oriente” non è facile da superare. Elio deve studiare e assorbire la mentalità giapponese. La sua calabresità lo aiuta perchè si ritrova nei concetti di famiglia, lavoro e onore, valori alla base della vita sociale giapponese. E lo aiuta anche a comprendere certe chiusure e diffidenze delle gente e dell’economia giapponesi. “ Appena arrivato in questo paese ho avuto l’impressione di essere in un manicomio ben organizzato”, rivela Orsara, “nel senso che tutto mi sembrava illogico, ma, una volta studiate la lingua e la cultura tutto è diventato comprensibile. Il mondo del lavoro non è così semplice. Noi italiani abbiamo una mentalità diversa, vogliamo tutto e subito, mentre i giapponesi sono molto riflessivi e costanti”.
Elio più che imparare la lingua giapponese studia la filosofia del paese e si rende conto di avere dei preconcetti verso il popolo nipponico: “quando arrivai in questo paese ebbi l’impressione che i giapponesi erano tutti simili a dei robot, ma mi sono ricreduto con il tempo. I giapponesi hanno una sensibilità e un’armonia interiore che ha dell’innocente e del puro”.
In Giappone Elio conosce anche l’amore, si fidanza e si sposa. Nel 1996 decide di avviare un’attività in proprio e incontra le prime difficoltà economiche a causa dell’ostruzionismo e della diffidenza delle banche a finanziare le iniziative di imprenditori stranieri. Persino il proprietario del locale dove fare il ristorante non è propenso ad affittarglielo. Elio sembra essere tornato di nuovo alla condizione di emigrato emarginato. “Mi sentivo discriminato e arrivai al punto di odiare questo paese” rivela in un’intervista, ma la determinazione a non mollare e ad andare fino in fondo per realizzare il suo progetto continuano ad accompagnarlo. Lo spiraglio di luce si apre quando trova un americano che gli presta il denaro di cui ha bisogno e da lì comincia la sua fortuna. Sostenuto dall’aiuto dei familiari che lasciano la Calabria e si trasferiscono a Tokyo e di tanti amici giapponesi inaugura e gestisce “La locanda di Elio” un ristorante specializzato in cucina calabrese. È un successo e il locale diventa uno dei più ricercati e apprezzati della città. Il ristorante è solo l’inizio dell’attività imprenditoriale di Elio che viene ampliata da un servizio catering. La sua intraprendenza lo spinge ad affittare un capannone fuori Tokyo e qui apre un vero e proprio laboratorio artigianale di prodotti gastronomici calabresi. Importa tutte le attrezzature dall’Italia creando una fabbrica che vanta una produzione varia, dal gelato alla pasta fresca. Ma ancora non basta alle ambizioni di Elio di portare e diffondere i gusti ed i sapori italiani in Giappone. Apre un bar fast-food dove si possono gustare ravioli di pesce, pizza, ciabatte e caffè espresso. Il cibo made in Italy incontra il gusto dei nipponici. “Noi italiani” racconta Orsara in un’intervista “godiamo di un’ottima immagine e la nostra cucina è molto amata, basti pensare che nella sola Tokyo ci sono circa 2.000 ristoranti italiani, anche se di veramente italiani ce ne saranno forse una decina”.
Orsara ha il grande merito di aver introdotto nel mercato giapponese anche i prodotti calabresi non solo attraverso le sue attività di ristorazione e catering ma anche col sito internet “vera@italia. Questa iniziativa diventa indispensabile per favorire una maggiore e una migliore diffusione dei prodotti calabresi carenti di una efficace rete pubblicitaria. L’obiettivo del portale è annullare questo fastidioso limite ed innalzare la qualità dell’offerta attraverso una visibilità più ampia e accurata. L’acquisto online direttamente alla fonte, influisce sulla riduzione del prezzo finale, a volte dimezzandolo, con evidenti vantaggi in termini di risparmio per gli acquirenti. Per pubblicizzare al meglio i prodotti offerti, Orsara insieme alla sua collaboratrice Erica Borile, propone schede dettagliate fornite di foto dei luoghi di produzione per ogni azienda e prodotto. E ancora un pacchetto con un viaggio turistico-gastronomico comprendente visite guidate nelle aziende calabresi e degustazioni, ha permesso a molti giapponesi di raggiungere la Calabria e poter osservare la lavorazione dei prodotti assaggiandoli sul posto di produzione. Al commercio Elio accosta lo scambio culturale e le visite dei giapponesi alle aziende calabresi favoriscono ripercussioni turistiche per l’intera regione. Questo pregevole impegno è stato profuso da Elio “per poter fornire alla mia terra degli strumenti e dei canali commerciali innovativi, pratici ed efficienti attraverso una sorta di ponte ideale tra Calabria e Giappone”. Il connubio commerciale, culturale e turistico tra le due terre è vincente e Elio Orsara incassa successi e gratificazioni, “la soddisfazione più bella raccolta in anni ed anni di attività, sono state certamente le parole con cui una mamma calabrese mi ha ringraziato per la concreta opportunità lavorativa concessa alla sua famiglia e, ancora di più, per aver reso possibile in questo modo gli studi all’estero di suo figlio. Credo che ciò valga più di ogni altro riconoscimento e costituisca la vera molla del mio lavoro”. Convinto che la ristorazione sia trasmettere la propria cultura attraverso il cibo, Elio Orsara sicuramente non si fermerà qui!




