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Da adolescenti ad adulti tra prevenzione e educazione

23 Febbraio 2012
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Tempo di lettura: 3 minuti
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libri
di Luisa Nucera –
In occasione del 40 anniversario dalla nascita del Movimento Cristiano dei Lavoratori e della giornata mondiale della celebrazione della famiglia, il Liceo Scientifico L. Da

Vinci ha ospitato un interessante convegno per parlare di prevenzione del disagio, educazione e formazione dei giovani. L’adolescenza, tappa decisiva in ogni individuo, rappresenta un momento importante dell’età evolutiva per la costruzione e lo sviluppo armonioso della personalità.  Ma in una società in perenne divenire, ci sono dinamiche che interconnettono i disagi ai bisogni e gli interessi alle motivazioni determinando così problematiche varie di fronte alle quali sarebbe opportuno utilizzare un approccio integrato. L’attenzione verso il mondo dei giovani e della loro crescita è stata portata alla luce da differenti punti di vista dai relatori intervenuti (Luciano Gerardis, Presidente del Tribunale di Reggio Calabria; Don Valerio Chiovaro, Responsabile dell’associazione Attendiamoci; Edoardo Lamberti Castronuovo, Assessore alla Cultura; Pierpaolo Emanuele, Avvocato esperto in giustizia  minorile e Guido De Caro, Direttore del centro Psicoterapia dell’età evolutiva) che hanno dato vita ad un dibattito durante il quale sono stati affrontati aspetti giuridici, medici nonché religiosi e educativi. La famiglia è una società complessa ma è da essa che bisogna partire per analizzare al meglio il fenomeno della devianza giovanile e della violenza di atteggiamenti e linguaggi. Quando poi la famiglia è in crisi l’analisi diventa più complicata aggravata dal fatto che le istituzioni deputate a trasmettere processi educativi, come la scuola, non sempre sono all’altezza del compito. D’altro canto le famiglie che si disgregano non riescono a creare una perfetta sinergia con gli istituti scolastici dai quali si arriva a pretendere soluzioni miracolistiche. Il Presidente del Tribunale di Reggio Calabria, Dott. Luciano Gerardis afferma infatti che i figli sono vittime della crisi familiare; non è la separazione che li squilibra ma la crisi della famiglia che riesce ad essere devastante e dolorosa per tanti motivi. L’abbandono della casa coniugale viene percepita in molti casi come un’angosciosa perdita di un fondamentale punto di riferimento affettivo. Interpellare questi ragazzi, spesso affranti e restii al colloquio, significa torturarli nel risvegliare un dolore difficile da sopportare. Una specie di rimozione che li tocca nella profondità della loro interiorità. Per questo il percorso di recupero immediato risulta quasi impossibile. Ecco allora il disagio, condizione di malessere che affiora inevitabilmente e che fa sentire inadatti in certe situazioni. Il bisogno spesso scaturisce dal disagio. Ma come educare, tirar fuori, liberare potenzialità inclinazioni, creatività e spontaneità? Attraverso l’educazione al desiderio, sperimentando la mancanza. Invece di fare riferimento ad un generico hanno tutto,che di solito si affibbia loro al primo impatto, bisognerebbe saper valutare il grado di felicità. In termini affettivi, come sostiene Guido De Caro perché l’affettività è essenziale per mantenere integra la personalità e prevenire il disagio. Nella maggior parte dei casi infatti non si comprende che, a scuola, le difficoltà degli alunni sono di natura emotiva, affettiva e relazionale dimostrata nel gestire i rapporti interpersonali in relazione ai bisogni propri e alle aspettative della società. Per questo occorrerebbe evitare la tendenza  a lanciare progetti sull’educazione alla legalità con la pretesa assoluta di poter cogliere l’essenza dei fenomeni del disagio e della devianza. Anche perché, dice concludendo brillantemente il convegno, Pierpaolo Emanuele, la legalità non è uno slogan, né uno zibaldone, né tantomeno difesa sociale o repressione ma riconoscimento di diritti da illustrare ai giovani con esempi di vita per aiutarli a forgiare la loro personalità  e recuperare la capacità di comunicare  in termini di affettività, emozioni e desiderio di progettualità.

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