
di Gabriella Andriani* – Il “Dossier città metropolitana”, pubblicato da codesta Redazione, fornendo spunti di riflessione ricerca e studio, sollecita un dibattito necessario per arrivare
alla quadratura del cerchio, acchè la realizzazione di “Reggio città metropolitana”, non divenga un’altra occasione mancata per il nostro territorio.
Giova rammentare che, fin dall’antichità la Rhegion, colonia calcidese, fondata nel VIII secolo a.C., fu una tra le più importanti città della Magna Grecia.
Florida politicamente ed economicamente, sotto il governo di Anassila nel V secola a.C., essa divenne una polis di grande prestigio artistico e culturale.
E fu in epoca bizantina che Reggio assurse a ruolo di Metropoli dei possedimenti dell’Italia meridionale, Capitale del Ducato di Calabria e fulcro del rito greco.
E’ la prima città per antichità, estensione e numero di abitanti della regione, situata sulla punta dello “stivale”, alle pendici dell’Aspromonte ed al centro del Mediterraneo.
Nonostante le peculiarità geografiche, storiche e culturali, la Reggio odierna registra purtroppo dei gap strutturali ed economici, che rallentano la sua integrazione nel processo di globalizzazione e competizione europea.
L’occasione di partecipare al grande piano di riordino politico territoriale del Paese, in merito alla costituzione delle Città Mertropolitane, va colta con primario interesse dai maggiorenti reggini, a tutti i livelli.
Dopo la riforma dell’ordinamento della Repubblica del 2001, con la modifica del Titolo V della Carta, l’attuazione di tale programma ha assunto connotati costituzionali e va nella direzione di una moderna rigenerazione urbana in tutto il Paese.
Secondo l’art. 23 c. 6 della legge 42 del 5 maggio 2009, il governo è delegato ad adottare entro i 36 mesi dalla data di entrata in vigore della legge ( entro il 21 maggio 2012), un decreto legislativo per l’istituzione delle città metropolitane.
Alla luce di tale scadenza, sarebbe urgente da parte dell’Ente Provincia attivarsi, magari con la costituzione di una task-force di esperti in materia economica, giuridica, urbanistica, storica, politica, dei trasporti e della comunicazione, allo scopo di elaborare una proposta funzionale e concreta, atta a configurare il nuovo “ente di governo”, della nostra comunità.
E’ inoltre indispensabile partecipare a tale sfida, abbandonando gli interessi di parte, le lotte tra palazzi istituzionali,le rigide posizioni politiche. Utilizzare, piuttosto, il momento favorevole della omogeneità politica tra governance regionale, provinciale e comunale:sarebbe il primo passo della svolta.
*dirigente provinciale Udc




