
festa autenticamente nazionalpopolare. La si può celebrare o meno; spendendo molto o anche utilizzando il buon gusto della semplicità che ci fa accettare la ricorrenza nell’ accezione più sentimentale e leggendaria. Gli innamorati, anche se non tutti, scelgono di festeggiarla. L’importante è dare un significato alle cose in cui crediamo. San Valentino è riuscito, secondo la leggenda, ad ispirare amore a due giovani facendo volare intorno a loro numerose coppie di piccioni che si scambiavano dolci gesti d’affetto; romantica è la storia di due giovani riconciliatisi dopo aver tenuto in mano una rosa per intercessione del Santo. Su ordine dell’imperatore Aureliano, il 14 febbraio del 273, San Valentino fu decapitato e martirizzato. Ecco che nasce lo scambio dei bigliettini tra piccioncini e doni di varia natura. Si alimenta la produzione industriale e la commercializzazione su vasta scala di biglietti di auguri cosicchè questo giorno diventa la festa del consumismo. Altro che amore! Se si mettesse in campo una campagna intenzionata a far prendere coscienza di questo forse San Valentino non romperebbe più con locandine pubblicitarie e si potrebbe arrivare persino a cancellarlo e abolirlo. C’è tuttavia chi sostiene che la sua radiazone potrebbe diventare deleteria per i rapporti di coppia, per coloro che trovano l’occasione per manifestare materialmente l’amore verso l’altro; ma c’è anche chi, più verosimilmente, si rende conto che ignorandola del tutto creerebbe scompiglio tra i commercianti che vedrebbero crollare il loro giro d’affari nel tentativo di risanare una crisi economica che non sembra avere mai fine. Amare è un’arte, ci insegnano i vecchi maestri latini, ed è per questo che festeggiare gli innamorati significa chiamare in causa tutto quanto concorre a rendere l’atmosfera magica necessaria per vivere un momento che ha il sapore dell’ eterno. Coloro che amano danno un senso al tempo senza misurarlo, ma chi vuole approfittare della musica, del cibo e di tutte quelle espressioni artistiche che fungono da contorno alla festa degli innamorati, devono avere il senso della misura del loro portafoglio. Immancabili le iniziative per godere ora di note di chitarra, contrabbasso e batteria di gruppi musicali imperniati a melodici ritmi amorosi e architettati ingegnosamente per la festa degli innamorati o per cenare a lume di candela con cibi notoriamente afrodisiaci come crudità marine, salse piccanti e cioccolata. Per fortuna in alcuni casi si è ovviato all’inconveniente spesa attraverso promozioni effettuate in qualche città per accedere a musei, monumenti, luoghi di cultura e siti archeologici vari. A San Valentino niente è più dolce dell’arte. E chi dichiara di essere tagliato fuori da questa festa dovrebbe innamorarsi degli aspetti artistici di cui è pervasa la nostra vita , quei contorni che per i festanti fungono da sfondo. Per i veri amanti, essi sono parte essenziale dell’esistenza fatta di semplicità e autenticità. A San Valentino tutto fa denaro e ogni occasione è buona per rilanciare il mercato. Ma pensiamoci bene: è stupido prenotare una cena al ristorante sapendo che essa dopo un giorno costa la metà e presumibilmente sarebbe più romantica con meno clienti; sciocco acquistare oggettistica che riporti frasi sdolcinate come se scrivere un messaggio d’amore con la nostra testa o semplicemente pronunciarlo, non sarebbe di gran lunga più originale perché frutto dei nostri pensieri e della nostra sensibilità. I sentimenti non hanno bisogno di manuale e nemmeno di contorni per risvegliare vecchi e consistenti sapori. In fondo l’amore vero è semplice. Basta solo assecondarlo senza troppi orpelli aggiuntivi. L’amore è come una ricca gemma per la quale la montagna migliore è la più semplice. Elegante, morbida ed intrigante e…senza rischi per il portafoglio!




