• Home / Primo piano / Calabria rossa, caos per bar e locali dopo ordinanza Regione: per Spirlì niente asporto, ma Roma lo consente

    Calabria rossa, caos per bar e locali dopo ordinanza Regione: per Spirlì niente asporto, ma Roma lo consente

    Calabria in zona rossa da lunedì 29 marzo.  L’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza era arrivata venerdì. Quella, a firma del presidente facente funzione Nino Spirlì, con cui la Regione ha recepito il provvedimento è arrivato sabato sera.

    Il governatore ha colto anche l’occasione per spiegare ai calabresi quanto la collocazione nella massima fascia di rischio e le conseguenti misure da semilockdown  siano “indispensabili”, ma a fare notizia è un punto su cui c’è necessità di far luce.

    Nell’ordinanza di Nino Spirlì c’è, infatti, un riferimento alle attività di ristorazione.  Si parla di “sospensione” e si fa riferimento alla sola possibilità della “consegna a domicilio” per bar, ristoranti e quanti operano nel settore.  Come si può notare dallo screen del sito della Regione non c’è alcuna menzione all’asporto.

    Gli esercenti avranno fatto un balzo sulla sedia quando hanno letto l’ordinanza. Anche perché, reduci da un anno di restrizioni e operatività a singhiozzo, togliergli un’ulteriore possibilità di business  non pare la strada giusta per lenire la loro comprensibile insofferenza.

    Andando a verificare quanto scritto su fonti ufficiali nazionali i dubbi crescono. Sul sito istituzione del governo sono infatti presenti le Faq (frequently asket question).  Domande che servono a spiegare nel modo più semplice ai cittadini (e magari anche a Spirlì) i provvedimenti, spesso difficili da comprendere in decreti o Dcpm ricchi di richiami a provvedimenti precedenti.

    Basta, per l’appunto, scrivere “zona rossa” su Google e subito si verrà proiettati sulla più ufficiale delle fonti.  Dopo aver avuto cura di notare che la pagina è aggiornata all’ultimo decreto (13 marzo) con pochi passaggi si arriverà a scopirre che, per il governo,  le attività di ristorazione possono operare con l’asporto.

    Ecco quando c’è scritto sulla zona rossa:

    1. Nella mia area sono aperti ristoranti, pizzerie, pasticcerie e altre attività di ristorazione? È consentito il consumo di cibi e bevande al loro interno? In quest’area è sempre vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie etc.) e nelle loro adiacenze.
      Dalle 5.00 alle 22.00 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, come segue:
      – dalle 5.00 alle 18.00, senza restrizioni;
      – dalle 18.00 alle 22.00, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili – codice ATECO 56.3).
      La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.
      È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati.
    2. È consentito entrare o restare all’interno di bar, ristoranti e degli altri locali adibiti alla ristorazione (pub, gelaterie, pasticcerie…), se è sospeso il consumo di cibi al loro interno? Nelle aree o negli orari in cui è sospeso il consumo di cibi e bevande all’interno dei locali (si veda la faq precedente), l’ingresso e la permanenza negli stessi da parte dei clienti sono consentiti esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio. Non sono comunque consentiti gli assembramenti né il consumo in prossimità dei locali.