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    Coronavirus Regione Calabria e contagi di ritorno: le nuove linee guida per i tamponi

    La Regione Calabria e la presidente Jole Santelli hanno emessa una nuova ordinanza. In allegato è stato aggiunto un documento che parla di linee guida relativa allo screening dei soggetti in relazione alla necessità di monitorare la situazione relativa ai contagi di ritorno.

    Tamponi coronavirus in Calabria: se ne fanno più di 1000 al giorno

    Ecco il testo presente all’interno dell’Ordinanza della Regione Calabria che comprende altre disposizioni.

    Con l’avvento della cosiddetta fase 3, coincidente con l’emanazione del DPCM 11/06/2020, si è
    determinata la necessità di valutare l’impatto del cosiddetto possibile “contagio di ritorno”, anche
    conseguente al flusso turistico del periodo estivo. In tal senso già l’Ordinanza n. 51/2020 nella
    Regione Calabria ha, tra l’altro, confermato l’obbligo di registrazione finalizzato al censimento
    delle persone fisiche in entrata nel territorio regionale, in ottemperanza a quanto previsto
    dall’Ordinanza n. 49/2020.
    Con l’Ordinanza n. 55/2020 è stato stabilito che i Dipartimenti di Prevenzione, garantiscono un
    adeguato livello di screening a SARS-CoV-2, con tampone rino-faringeo, da proporre quale attività
    preventiva ad un congruo numero di soggetti censiti sul portale www.rcovid19.it raggiungibile anche
    dalla pagina emergenzacovid.regione.calabria.it e, di tale attività, forniscono report periodico (con
    cadenza almeno settimanale) al Dipartimento regionale Tutela della Salute e Servizi Sociali e SocioSanitari.
    L’attività di screening con tampone rino-faringeo tiene conto delle registrazioni e delle valutazioni
    epidemiologiche eseguite dai Dipartimenti di Prevenzione, nell’ottica di mantenere elevata
    l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di testing-tracing-tracking in modo da identificare
    precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia.
    È fondamentale mantenere elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della
    situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure
    necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento
    interpersonale.
    L’attività di cui sopra deve, inoltre, coordinarsi ed integrarsi con le necessità di screening presso le
    strutture sanitarie presso le quali, ai sensi dell’Ordinanza n. 55/2020 allegato B, è stato previsto che in
    occasione del ricovero programmato – preferibilmente in occasione della pre-ospedalizzazione – dovrà
    essere eseguito il tampone diagnostico per virus SARS-CoV2, così come per tutti i pazienti che
    debbano sottoporsi a pratiche anestesiologiche in sedazione profonda e/o a procedure invasive anche
    non chirurgiche (a titolo esemplificativo: gastroscopia, spirometria, broncoscopia).
    Modalità operative.
    Allo stato attuale la capacità numerica di processamento dei tamponi giornalieri è pari a 1300
    tamponi/giorno per tutto il territorio regionale.
    Si ritiene che, vista l’attuale situazione epidemiologica regionale, le priorità di screening siano da
    focalizzarsi sulle persone fisiche in arrivo in regione Calabria e sulle persone che debbano sottoporsi a
    ricovero programmato presso le strutture sanitarie, ovvero a procedure invasive anche non chirurgiche
    che, nell’ottica della completa e piena ripresa degli accessi alle strutture, deve contribuire a ridurre al
    minimo il rischio di contagio in detti plessi.
    Tenuto conto che un numero pari a 300 tamponi debba essere riservato al contact tracing e alle
    situazioni non programmabili, il restante numero di tamponi può considerarsi effettuabile, per lo
    screening sui “rientri” e per quello nelle “strutture sanitarie” con una quota pari al 50% per ciascun
    ambito.
     Screening alle persone fisiche in entrata nel territorio regionale.
    L’elenco dei soggetti censiti in arrivo nel territorio regionale, viene trasmesso giornalmente ai
    Dipartimenti di Prevenzione, con l’indicazione del luogo di provenienza e della disponibilità espressa
    in sede di registrazione, di sottoporsi allo screening.
    Sulla base della valutazione epidemiologica (regione o stato di provenienza, età, luogo di arrivo, ecc.)
    e delle altre evidenze disponibili presso il Dipartimento di Prevenzione, un congruo numero di
    persone (ove non sia possibile numericamente eseguire lo screening sulla totalità delle persone che
    hanno manifestato la disponibilità) deve essere contattato telefonicamente per l’esecuzione del test,
    presso la più vicina sede ASP disponibile, ovvero al domicilio.

    Il laboratorio di riferimento a livello territoriale, garantisce l’esecuzione delle analisi entro massimo
    36 ore, fornendo al Dipartimento di Prevenzione il referto analitico, per la successiva comunicazione
    alla parte e per gli altri eventuali adempimenti.
    Il sistema di comunicazione dovrà, entro il 10 agosto 2020, essere traslato sulla specifica piattaforma
    di monitoraggio regionale, per consentire l’immediata fruizione delle informazioni dal prelievo
    all’esito analitico.
     Screening alle persone fisiche provenienti da sbarchi
    Le attività di screening da eseguirsi in occasione di sbarchi sulle coste regionali, devono prevedere
    uno stretto raccordo con l’unità di Crisi Regionale, oltre che con le Prefetture e le Autorità competenti.
    Deve essere garantita una immediata capacità di intervento in modo da garantire gli interventi di cura
    necessari e/o sottoporre a screening le persone immediatamente dopo lo sbarco, individuando delle
    aree di attesa per consentire, all’esito del tampone, l’avvio verso i centri preposti, ovvero i luoghi per
    l’isolamento domiciliare.
     Screening pre-ricovero o da effettuarsi prima delle procedure invasive
    Le strutture sanitarie pubbliche provvedono in autonomia a organizzare ed eseguire le attività di
    screening verso i soggetti da avviare, presso le strutture stesse, al ricovero e/o alle prestazioni
    diagnostiche aventi natura invasive.
    Le strutture private accreditate e private autorizzate devono preventivamente comunicare al
    Dipartimento di Prevenzione territorialmente competente, almeno 72 ore prima del ricovero
    programmato, l’elenco giornaliero dei ricoveri, ai fini della consegna dei tamponi necessari allo
    screening preventivo. I tamponi sono eseguiti a cura delle strutture e inviati al Laboratorio di
    riferimento per territorio, che deve essere preventivamente informato dal Dipartimento di
    Prevenzione, riguardo al numero dei test da eseguire nella giornata per tale tipologia di attività.
    Gli esiti analitici vengono comunicati al Dipartimento di Prevenzione che, avrà cura di informare la
    struttura interessata.
    Riguardo le prestazioni specialistiche invasive, le strutture private accreditate e private autorizzate
    rilasciano agli interessati l’attestazione di prenotazione della prestazione.
    Gli interessati comunicano al Dipartimento di Prevenzione dell’ASP territorialmente competente, con
    le modalità da questi definite, la necessità di sottoporsi a screening mediante tampone rino-faringeo.
    Il Dipartimento di Prevenzione fissa la data di screening 72 ore prima della prenotazione della
    prestazione (da eseguirsi presso una sede definita o presso il domicilio del paziente) e ne rilascia esito
    entro 36 ore dal prelievo.
    Le strutture private accreditate e private autorizzate procedono all’esecuzione della prestazione nella
    data prevista, previa acquisizione dell’attestazione dell’esito negativo del test.
    Non sono previste, né indicate, ulteriori motivazioni all’esecuzione dello screening per
    prestazioni sanitarie diverse da quelle fissate nell’Ordinanza n. 55/2020, tranne quelle derivanti
    da sospetti anamnestici, sintomatologia suggestiva o altre motivazioni equivalent