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    Coronavirus Calabria, Santelli a Ten: ‘Stanno arrivando aerei e treni pieni, ancora non una parola da Conte. Famiglie segnalino i loro figli, pronti a requisire alberghi”

    “Non ci possiamo consentire un altro esodo. Appena ho letto l’ordinanza della regione Lombardia di nuove chiusure, ho fiutato subito il pericolo.  Ho aspettato con speranza le parole del presidente Conte,  ma non ho sentito una parola sul Sud e sul possibile nuovo esodo. Ho scritto un’ordinanza costituzionamente forzata, ma obbligata. Un atto d’amore verso i calabresi”.

    Così Jole Santelli, presidente della Regione Calabria, ha raccontato tutti i suoi timori per ciò che potrebbe accadere in Calabria, ha parlato a Ten, emittente calabrese.

    Nella nottata è arrivata la sua ordinanza. “In termini concreti dice che chiunque torni in Calabria senza una valida giustificazione (sanitaria o lavorativa, esclusi domiciliati e residenti) viene schedato,  sottoposto a quarantena e dovrà sottostare alle regole del codice penale”.

    La Regione chiede alle famiglie di segnalare i propri familiari di ritorno, affinché non entrino in contatto con i cittadini calabresi.

    E dove la quarantena non può essere fatta a dovere, si offre la possibilità di farla osservare in residenze che la Regione ha già a disposizione e altre ne avrà.

    “Abbiamo  – ha detto – previsto strutture per la quarantena. C’è un tema giuridico delicato. Chiunque non riesca ad avere una quarantena adeguata, può chiedere alla regione di essere messo in queste strutture. Abbiamo strutture regionali, dell’esercito e dell’agenzia dei beni confiscati. Stiamo anche verificando eventuali requisizione di alberghi. La Regione, come ordinamento, non ha lo strumento per obbligare quarantena da questo tipo”.

    Il rischio, infatti, è che la quarantena in famiglia diventi un veicolo di contagio all’interno dello stesso nucleo.  L’allarme sta già suonando forte.

    “I treni del 22 e del 24 da Milano – ha detto Jole Santelli –  sono tutti pieni. Continuano ad arrivare aerei. Arrivano ragazzi da Spagna e Francia. Chiedo alle famiglie un grande sacrificio.  Chi viene da fuori non porti contagio a casa, chi non può farlo ci chieda aiuto e noi li metteremo in condizioni di stare in strutture dignitose”.

    “Mi aspetto – ha detto –  un provvedimento del governo. Capisco il momento delicato in Lombardia, ma si rischia di spargere il contagio al Sud. Al momento sono controllati dalle forze di Polizia e successivamente vengono segnalati all’Asp.  Chiedo che il governo ascolti il Ministero dell’Interno.  Al nord stanno chiudendo tutto, ci sono ragazzi che non sanno dove andare”.