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    Sgarbi contro Gratteri: ‘Piglio del tribuno del popolo, tempesta giudiziaria pochi giorno dopo indagini su suo collaboratore’

    Vittorio Sgarbi commenta l’indagine, coordinata dal Procurarore Capo di Catanzaro
    Nicola Gratteri, che ha portato all’arresto di circa 300 persone accusate di appartenere allla ’Ndrangheta o di essere in rapporti con essa.

    “Ho sempre considerato – si legge in una nota diffusa dall’ufficio stampa di Vittorio Sgarbi – con rispetto l’attività del procuratore della Repubblica dj Catanzaro Nicola Gratteri – dice Sgarbi – ma, per esempio, non posso tacere come le inchieste sul sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e sul presidente della Regione Mario Oliverio (costretto, quest’ultimo, al soggiorno obbligato nella sua città di residenza) mi sono sembrate infondate e impertinenti.

    Adesso – osserva Sgarbi – vedo Gratteri, con una foga inusuale, col piglio del tribuno del popolo, commentare con enfasi e retoricaquesta nuova inchiesta calabrese. Concetti condivisibili i suoi, ma il proclama ha tutti i toni di una propaganda elettorale, come se lui fosse il candidato alle prossime elezioni regionali.

    Non dubito – aggiunge Sgarbi – della serietà dell’indagine, ma sono certo che su un numero così alto di indagati e arrestati, e con l’evidente intenzione moralizzatrice che Gratteri rivendica per il futuro della Calabria, almeno la metà finiranno con il risultare innocenti, come spesso è avvenuto.
    Dico la metà, anche se spererei molto di meno. Ma vedremo. Intanto ricordo, come già hanno osservato in molti, come buona parte delle inchieste di Gratteri, si siano concluse con molte assoluzioni.

    Osservo, invece, senza malizia, che questa tempesta giudiziaria interviene dopo pochi giorni dall’indagine che ha coinvolto il più stretto collaboratore di Gratteri, il procuratore aggiunto di Catanzaro Vincenzo Luberto, indagato per corruzione aggravata dal metodo mafioso: il procuratore avrebbe ricevuto in dono dei viaggi da un ex parlamentare del Partito democratico, Ferdinando Aiello, con il quale è in rapporti di amicizia.
    Viene allora il sospetto che questa spettacolare operazione serva a coprire lo scandalo dell’indagine sul collaboratore più stretto di Gratteri.

    Può apparire una malignità, ma di fronte alla forza morale da lui espressa nel suo discorso a commento dell’operazione per la quale ha coinvolto 2500 carabinieri, mi sembra inquietante il risultato di fatto nullo rispetto a chi, come Luberto, gli è così vicino. Evidentemente il buon esempio non serve.
    E per quel che mi riguarda trovo più gravi le accuse su Luberto delle presunzioni di reato all’onorecole Pittelli”