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    Disse che Gratteri fa solo show, Enza Bruno Bossio non arretra: ‘Vogliamo uccidere anche il dissenso’

    L’operazione anti-ndrangheta che ha portato agli arresti di oltre trecento persone ha fatto il giro d’Italia. O forse non abbastanza, stando a quanto dichiarato dal magistrato Nicola Gratteri che ha sottolineato come la stampa nazionale non abbia riservato spazio in primo piano ad una delle più vaste operazioni anti-mafia d’Italia.

    C’è stato chi, però, come Enza Bruno Bossio, deputata calabrese del Partito Democratico, aveva parlato del procuratore capo di Catanzaro che fa solo show (leggi qui).

    Sono divampate le polemiche dopo questa dichiarazione, ma lei attraverso il suo profilo Facebook non ha inteso indietreggiare rispetto alle sua parole su uno dei calabresi più amati.

    “Ribadisco – ha scritto sul suo profilo – ancora una volta che non sono contro nessuno e sono per una intransigente e, soprattutto, EFFICACE lotta contro la Ndrangheta e tutti i poteri criminali.
    Troppe volte, in questi anni, alla grande baraonda mediatica sono seguiti effetti assai modesti sul piano processuale e giudiziario.

    L’unica mia preoccupazione è che le indagini siano fatte in maniera rigorosa e seria, affinché possano portare a condanne esemplari per gli ‘ndranghetisti. Nè ho mai pensato che non si debba indagare o perseguire i politici che delinquono. Non penso che ci debbano essere difronte alla giustizia cittadini di serie A e serie B.

    Per questo ho rilevato, come ho fatto sempre e in tutte le occasioni, come ancora una volta si è invece messo insieme ciò che proprio non può stare insieme, con il rischio che prevalga il pregiudizio accusatorio che ha già sentenziato la Corte di Cassazione per la revoca della misura cautelare che era stata inflitta a Mario Oliverio.
    Per quanto mi riguarda
    IO SONO GARANTISTA SEMPRE E CON TUTTI.

    Non sono tra quelli che si ergono a fare lezioni di morale come il commissario del pd calabrese, Stefano Graziano.
    Sono garantista anche con lui , che è accusato in Campania degli stessi reati di alcuni degli indagati calabresi e di quelli coinvolti in Umbria, con la differenza che lui, giustamente, è indagato e libero.

    Io la vedo così, e rivendico il2
    mio diritto a dirlo prima come donna poi come deputata della Repubblica. O vogliamo, insieme alla Stato di diritto, uccidere anche il dissenso?”.