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    Lo scivolone della ‘Protezione Civile Calabria’

    Eroi. E’ la prima parola che viene in mente quando si pensa alle migliaia di persone che operano nella e intorno alla Protezione Civile. A loro devono la vita tantissime donne e uomini, al loro coraggio e al loro modo di essere per nulla pavido.

    Ciò non toglie, però, che anche il più santo degli esseri umani non possa sbagliare.  E chi ha postato sulla pagina Facebook della Protezione Civile Calabria di errori ne ha fatto uno grosso.

    Ha scelto di usare un’immagine che evoca morti ancora freschi (quelli delle vittime di Palermo)  per veicolare un messaggio condivisibile e da sottoscrivere, ma forse da esprimere con modi o quantomeno tempi diversi.

    “Chi vive nelle case abusive muore”. Un post che non andava fatto perchè ci sono persone che piangono i loro cari e pagano probabilmente il senso di colpa della loro superficialità nel sottostimare il pericolo di passare del tempo in una casa abusiva.

    Ricorrere a questo tipo di terapia d’urto per istruire una popolazione anestetizzata da anni di ignoranza in merito non è la strategia più adeguata.

    Non lo è perché arrivata da un ente che non può permettersi di fare opinione o essere provocatorio.  Il suo compito resta unicamente quello di fare ciò che ha sempre fatto e, per cui, il popolo italiano non potrà che essergli sempre grato.

    Chi vive nelle case abusive muore

    Pubblicato da Protezione Civile Calabria su Lunedì 5 novembre 2018