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    Reddito di cittadinanza: Calabria ancor di più a rischio spopolamento

    Proprio a Reggio Calabria nei giorni scorsi, davanti al Ministro Barbara Lezzi, è stato presentato il Rapporto Sud stilato da  Anci, Cresme e Svimez.

    Sono emersi dati inquietanti relativamente all’attuale variazione demografica del Mezzogiorno che, negli ultimi anni, ha perso 228.000 abitanti.   Più o meno un numero di abitanti analogo alla popolazione di Messina.

    Al Sud non ci resta più nessuno.  E non solo per ambizione, ma anche e soprattutto per necessità.  Lo scenario economico di un territorio che, sempre secondo i dati, ha un’economia peggiore di quella della Grecia non concede molte alternative.

    L’istituzione del “Reddito di Cittadinanza” previsto dalla nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza stilato dall’attuale Governo pare possa rappresentare un ammortizzatore sociale importante per chi si trova senza lavoro o intende formarsi per trovare un’occupazione o è al di sotto di una soglia di reddito ritenuta sufficiente.   E si rincorrono le statistiche sui numeri “drammatici” che riguardano il Sud.

    Reddito di Cittadinanza: il 43% va al Centro Nord

    Il 57% delle risorse del Reddito di Cittadinanza dovrebbe andare al Mezzogiorno.  Ma attenzione: la riforma dei centri per l’impiego si pone l’obiettivo di rendere interattivi i servizi (oggi molto più regionali che nazionali) di reperimento di un’occupazione e potrebbe persino diventare una cosa automatica che il disoccupato di Vibo Valentia finisca a Pordenone grazie ad un lavoro che gli ha trovato lo Stato..

    Si sta studiando un sistema affinché si possano consentire un numero limitato di rifiuti a proposte di lavoro che avvengono lontano da casa e che possa essere supplementare alla già confinata possibilità di essere “choosy” (per dirla alla Fornero), ma non si tratterà di un diritto perpetuo per non perdere il Reddito di Cittadinanza.

    Quota 100: per Di Maio è porta sul mondo del lavoro

    Serve una politica di sviluppo nel Mezzogiorno affinché il Sud smetta di esistere e diventi un luogo per anziani, privo di alcun tipo di orizzonte di crescita economica.

    Al momento si dice che i 500.000 pensionati destinati ad arrivare grazie all’introduzione di Quota 100 rappresenteranno già un’importante porta per l’ingresso al mondo del lavoro per i giovani anche dal Sud, ma c’è la sensazione che, per il momento, non basti.