• Home / Primo piano / ANAS interviene per aumentare la sicurezza stradale sulla Ss 106 di Lazzaro.

    ANAS interviene per aumentare la sicurezza stradale sulla Ss 106 di Lazzaro.

    Con l’Istituzione del Nuovo Coordinamento Territoriale dell’area Calabria, egregiamente diretta dal dott. Ing. Giuseppe Ferrara, notiamo una maggiore efficienza dell’ANAS nei primi 100 chilometri della strada statale jonica, solerti interventi nei casi di potenziali pericoli e riscontriamo una maggiore attenzione riservata alle nostre segnalazioni.
    Invero, nel contesto di una richiesta del 3 luglio 2017 davamo atto che a seguito di segnalazione della scrivente associazione, si era provveduto a mettere in sicurezza gli spigoli di cemento esposti dei viadotti all’altezza della chil.ca 16+II, contro i quali poteva impattare frontalmente un veicolo, tuttavia si rilevava che l’intervento aveva riguardato soltanto gli spigoli frontali dei tre cavalcavia nelle direzioni di marcia e si suggeriva la necessità di mettere in sicurezza anche gli spigoli opposti, atteso che non si poteva escludere che un veicolo potesse invadere la corsia opposta finendo contro di essi.
    In questi giorni l’ANAS ha provveduto a mettere in sicurezza gli spigoli opposti dei tre cavalcavia e quelli del viadotto al km. 14+II. Un altro piccolo ma importante intervento che ha rimosso una situazione di grave pericolo per la circolazione stradale.
    In questo positivo contesto non possiamo esimerci di richiamare l’attenzione sulla galleria di Capo D’Armi, che come più volte segnalato non presenta le basilari norme in materia di sicurezza stradale.
    Tra i punti critici che presenta la galleria si evidenziano i due spigoli di cemento all’imbocco lato Reggio e due lato Melito, lo spigolo del muro di sostegno del rilevato stradale lato Melito direzione di marcia Melito/Reggio (ove da anni vengono depositati dei fiori in ricordo di un tragico incidente) da qualificarsi come ostacoli fissi laterali senza l’installazione di sistemi di protezione o altri accorgimenti, nonché la pericolosità del ristretto marciapiede di servizio che viene utilizzato anche dai pedoni non avendo altre possibilità di percorre la galleria. Certamente un problema di non facile risoluzione e che ha origine con la costruzione della galleria. In ogni modo un provvedimento va studiato e adottato, in sinergia con il Comune di Motta San Giovanni.
    Le criticità e i pericoli della Ss 106-E90 strada a scorrimento veloce che passa tra i centri urbani sono molteplici e per quanto si operi con buona volontà a favore della sicurezza stradale non si riesce a ridurre al minimo i rischi, proprio perché la strada a scorrimento veloce doveva avere un’altra localizzazione e comunque è rimasta incompleta in termine di sicurezza. Pertanto, insistiamo nell’invitare il citato Responsabile a voler portare avanti, col Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il progetto riguardante la costruzione del nuovo tratto viario -5 Megalotto Reggio/Melito PS, di cui ha già ottenuto il parere favorevole con prescrizioni da parte del Ministero dell’Ambiente – Commissione VIA – e che è rimasto privo di sviluppi perché mancante di finanziamenti. Nel frattempo si
    effettui il ridimensionamento e la riconfigurazione della Ss 106 in modo da ridurre l’incidentalità provvedendo i tratti urbani e suburbani di marciapiedi e la sostituzione degli attuali svincoli con rotatorie rinaturando le relative aree.
    Si segnala che resiste ancora il semaforo a Pellaro Ribergo e che per lo stesso era stato indetto un tavolo tecnico e al momento nulla è stato fatto e nulla si sa.
    Si dà atto che l’ANAS ha provveduto a sistemare la segnaletica di piattaforma con una migliore sistemazione tecnica e viaria, però ribadiamo che è manchevole di marciapiede e di pubblica illuminazione e con l’occasione rimarchiamo che non prende l’abbrivo la rotatoria in raccordo alla viabilità comunale esistente in corrispondenza dello Stadio di calcio di Bocale.

    Vincenzo CREA
    Referente unico dell’ANCADIC#
    e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”