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    Reggio Calabria – L’emozionante colloquio di anime di mamma Marina e Nino nel ritratto dell’artista Federico

    di Grazia Candido – La morte lascia un male al cuore che nessuno può guarire a differenza dell’amore che, invece, lascia per sempre un ricordo che nessuno mai potrà rubare. Ne è convinto l’artista reggino Antonio Federico vicino alla famiglia di Antonino Candido, giovane vigile del fuoco morto a Quargnento durante lo scoppio di una cascina la notte tra il 4 e il 5 novembre del 2019.

    Federico è l’autore del bellissimo disegno che ritrae mamma Marina abbracciata al figlio divenuto uno splendido angelo e in quella luce celeste, sprona la sua genitrice a non cercarlo più con gli occhi ma a sentirlo nel cuore perché è lì che per sempre lo troverà. Un ritratto con una carica emotiva intensa che proietta l’osservatore verso un dialogo silenzioso che avviene tra il figlio morto e la madre, uniti in un colloquio di anime.
    Il breve ma energico racconto della tenace e coraggiosa battaglia vissuta ogni giorno da una mamma, è stato consegnato questa mattina alla famiglia del giovane vigile del fuoco. Proprio oggi, Nino avrebbe compiuto 33 anni e anche per Federico questo giorno non poteva passare in sordina.
    In quel dolce abbraccio infatti, l’artista condensa nell’inquietudine del volto di mamma Marina il senso della vita e, al tempo stesso, il dramma della maternità.
    “In punta di piedi e con estremo rispetto per un dolore incolmabile, volevo far sentire il mio affetto alla famiglia Candido con un ritratto che potesse in qualche modo esprimere l’infinito amore di una madre per il proprio figlio – afferma l’insegnante di discipline artistiche Federico -. Non ci sono parole sufficienti per consolare e alleviare questa assenza inaccettabile ma essere stati amati tanto profondamente da chi non è più qui e mantenere vivo il suo ricordo, sarà la forza per chi resta. Nino vivrà per sempre dentro i suoi cari, in mamma Marina, nel suo cuore, nella sua pelle, nel suo sguardo e nei suoi sorrisi. Gli Angeli non li vediamo ma esistono, ci proteggono e mi piace pensare che anche un soffio di vento all’improvviso, sia una carezza di chi non è più accanto a noi”.
    Quella carezza che mamma Marina avrebbe bisogno oggi, in un giorno in cui il dolore irrompe violentemente, l’artista Federico la dona con un quadro intenso, essenziale, riaccendendo i colori di una vita oscurata ma soprattutto, dona la grande testimonianza del cammino di una madre che, illuminata dalla fede e sostenuta dall’esempio del figlio, fa sì che la sofferenza diventi occasione per il raggiungimento di una nuova pienezza di vita.