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    Commissario Straordinario Fantozzi: “Creato un piano pandemico che resta nella memoria del GOM”

    di Grazia Candido – “Abbiamo creato un piano pandemico che resta nella memoria dell’ospedale perché le strutture che siamo riusciti a realizzare smontando un presidio e ricomponendolo, resteranno patrimonio della città così come i percorsi fatti e le esperienze vissute. Il GOM è un presidio di sicurezza del territorio a cui si farà riferimento qualora ci fosse bisogno, per gestire qualsiasi tipo di catastrofe”.

    Dopo mesi di paura ed intenso lavoro di un team di professionisti che ha combattuto la pandemia Covid-19, nell’aula “Spinelli” del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria, questo pomeriggio, si respira un’aria diversa, traspare la fiducia di avercela fatta ma anche, la speranza di poter insieme isolare il subdolo male del Coronavirus. E sono proprio le parole del Commissario Straordinario Iole Fantozzi ad incoraggiare i medici stanchi ma sempre in prima linea e pronti a continuare il percorso di cura e ricerca.
    “Prima di oggi non abbiamo rilasciato interviste perché eravamo concentrati nel fare e non nel dire, adesso che i numeri sono tranquillizzanti, ci corre l’obbligo di informare la cittadinanza di Reggio e anche la stampa di quello che è stato fatto nel periodo in cui si temeva la pandemia – afferma il Commissario Straordinario Fantozzi – L’ospedale di Reggio ha reagito con professionalità, tempismo, coerenza e con uno spirito di squadra che non si era mai visto: tutti i medici si sono uniti nel portare un contributo così come gli amministrativi che ringrazio perché hanno contribuito agli acquisti e agli approvvigionamenti che servivano per la popolazione e la parte tecnica che ci è stata dietro per cercare le soluzioni strutturali per poter mettere in piedi tutto quello che abbiamo realizzato. Questa esperienza l’abbiamo raccolta in un libro, un best practice per ciò che riguarda l’operatività e tutto ciò che siamo riusciti a creare partendo dalla nostra terra – continua ancora – Siamo in un piano di rientro e abbiamo risorse limitate. Il lavoro dei nostri medici ha portato a 9 pubblicazioni di carattere scientifico internazionale, abbiamo fatto una richiesta all’Aifa con un brevetto e Reggio ha fornito un aiuto nella traslazione dell’esperienza clinica e della cura medica. Una esperienza di medicina e di ricerca traslazionale. Non ci siamo fatti sopraffare dalla situazione e dal virus ma abbiamo reagito con competenza e prontezza cercando anche metodi clinici per aiutare nella cura i malati”.
    Il Commissario straordinario ribadisce più volte che “i pazienti sono stati curati dai nostri medici ed infermieri in maniera egregia” ma preferisce che i dettagli della recente pubblicazione del libro “Modello di gestione del G.O.M.”, un interessante lavoro di équipe coordinato proprio dalla Fantozzi, li diano “i reali protagonisti”. Inoltre, i proventi del libro saranno interamente devoluti all’Unità Operativa di Oncoematologia Pediatrica del Grande Ospedale Metropolitano e delle attività di ricerca sulla pandemia per le quali è stato già pubblicato uno short report sul protocollo terapeutico per la nutrizione artificiale dei pazienti critici da Coronavirus.
    La linea di ricerca della Task Force del G.O.M. si è ampliata alla luce delle professionalità multidisciplinari presenti nel G.O.M. in collaborazione con centri universitari e di ricerca nazionali e internazionali su altri filoni.
    “Oggi, non dico che raccogliamo i frutti perché ci vogliono alcuni mesi prima di tirare le somme ma, oltre ad essere stati fortunati siamo stati bravi – postilla il dottor Giuseppe Foti – Al Nord hanno avuto uno tsunami previsto, noi invece abbiamo avuto un temporale estivo che, però, abbiamo saputo affrontare. Grazie ai medici, agli infermieri, agli Oss e ai colleghi delle altre discipline, in questi giorni non abbiamo avuto nessun assenteista, i pazienti sono stati tutelati bene, curati con amore”.
    La mascherina che indossano i medici copre metà viso dei nostri preziosi professionisti ma non riesce ad oscurare la luce di chi ne ha passate tante e il sorriso di chi le ha superate tutte. Nell’aula si incastonano apprezzamenti e complimenti per ogni dottore che è sceso in trincea e come sostiene lo specialista Pierpaolo Correale dell’UOC di Oncologia Medica, “se non ci fosse stato un gruppo disciplinare non saremmo arrivati a questi risultati” forse perché si è capito che da soli possiamo fare così poco ma insieme possiamo fare così tanto.
    La tecnica di trattamento messa a punto nel G.O.M. ha portato alla risoluzione del quadro dispnoico in 13 su 14 pazienti trattati in condizione off label, in sole 120 ore e questa tecnica trattamento è oggetto di brevettazione e pubblicazione editoriale su rivista internazionale ed è al vaglio dell’AIFA per la nascita di uno studio clinico randomizzato su larga scala.
    Questo studio si è sviluppato in parallelo in ambito clinico e di laboratorio e coinvolge centri di ricerca di rilevanza nazionale ed internazionale. E ci piace mettere nero su bianco i nomi del personale del GOM coinvolto finora, un modo semplice per ringraziarli ed abbracciarli idealmente tutti: i dottori Pierpaolo Correale, Antonella Falzea, Eleonora Iuliano, Rocco Giannicola, UOC Oncologia Medica; Sebastiano Macheda e il suo team; Massimo Caracciolo, UOSD Terapia Intensiva Post-Operatoria; Antonella Morabito, UOC Farmacia; Giuseppe Foti, Dr. Carmelo Magano e Team, UOC Malattie infettive; Antonio Armentano, Nicola Arcadi, Carmela Falcone e il team UOC Radiologia; Marco Conte e Team, UOC Microbiologia; Corrado Mammì, UOSD Genetica Medica; Giuseppa Romeo e Rita Saladino UOSD Laboratorio di Tipizzazione Tissutale.
    Un team vincente, un team calabrese che ha saputo dimostrare nella criticità che se rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo.