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    Ciao Paolo, la tua testimonianza ci renderà ancora e sempre persone migliori

    di Anna Foti – “I donatori tengono alta la civiltà dell’Amore nella nostra comunità”, aveva detto in occasione della giornata mondiale del Donatore, nel giugno scorso a Reggio Calabria. Paolo Marcianò, uomo dolce, grande medico che da tempo aveva declinato il suo amore per il prossimo in testimonianza e impegno associativo, è andato via senza lasciarci. 

    Egli resta qui ad illuminare i nostri passi con la profondità dei valori che la sua vita incarnava fedelmente e quotidianamente. 

    Dedizione, tenacia, perseveranza, forza di spirito nonostante la malattia e irriducibile consapevolezza che senza Amore e gentilezza la Vita avrebbe perso di senso e bellezza. Ogni suo gesto comunicava tutto questo. 

    Presidente dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Reggio Calabria e storico dirigente regionale e nazionale dell’Avis, di cui ultimamente ricopriva la carica di vice presidente vicario regionale, Paolo Marcianò è stato in Italia un prezioso e lungimirante pioniere del volontariato del Sangue, conducendo negli anni importanti battaglie e profondendo grande impegno, a Reggio e non solo, accanto ad altre grandi e indimenticate figure come Domenico Comi, Enzo Romeo, Gaetano Calipari, Ignazio Parrino. La gratuità del sangue e il diritto/dovere di donare e ricevere sono stati temi cruciali del suo cammino associativo e del suo incontro con i giovani, fulcro di un impegno costante e irrinunciabile. 

    Instancabilmente definiva l’atto della donazione di Sangue di vitale importanza per la diffusione di una corretta cultura della Solidarietà e per la crescita di una comunità sanitaria consapevole e responsabile. Del suo impegno oggi si raccolgono i frutti e il suo esempio, come quello degli altri che in questo doloroso distacco lo hanno preceduto, ci rafforza nella nostra appartenenza alla grande famiglia Avis che in Calabria e a Reggio, dove nel 1954 su impulso della contessa Evelina Plutino Giuffre’ e della baronessa Anna Donato Bellinvia fu istituita la prima sede nata in regione, ha ancora molti traguardi da raggiungere. 

    Insignito della prestigiosa onorificenza di Cavaliere della Repubblica, era rimasto per tutti i familiari e gli amici il Paolo di sempre, uomo capace con il suo esempio di parlare al

    Cuore, di stimolare pratiche di Cittadinanza attiva, senza che ciò fosse vuota retorica ma invece vivace sostanza, e di sollecitare le Coscienze alle quali si rivolgeva sempre con grandi forza e umiltà. Ogni sua testimonianza rappresentava un tassello del grande mosaico di consapevolezza e impegno civile al quale tutti siamo chiamati a contribuire. 

    L’Amore non è mai abbastanza e nessuna forza si moltiplica con la medesima potenza. “La necessità di amare il prossimo, specie se sofferente ed emarginato, attraverso il dono del sangue deve diventare un atto della quotidianità”, aveva detto ai ragazzi in occasione del premio solidarietà Ignazio Parrino svoltosi lo scorso novembre a palazzo Campanella, a Reggio Calabria.

    Paolo ci ha sempre abituati a parole e a gesti appassionati che ci arricchivano, rendendoci ad ogni incontro persone migliori. Una ricchezza che non si esauriva nel momento in cui veniva donata ma che rimaneva – e rimane tuttora – dentro di noi come se ancora lui fosse lì a parlarci. Ricordarlo significa certamente restare accanto a lui, in ascolto. 

    Il suo spessore umano ha sempre travalicato i confini regionali. Nel 2018 era stato invitato a Cremona, in occasione di un appuntamento sempre molto atteso dall’Avis Lombardia per ricordare la figura di Cristina Rossi, prima donna a guidare l’Avis lombarda che con la sua opera seminò i valori dell’Etica, della Solidarietà e della Passione Civile, imprescindibili anche l’impegno in Avis. In quell’occasione Paolo Marcianò, giunto dalla Calabria, dedicò parole importanti che, anche e soprattutto, oggi decantano. 

    “La Memoria dell’Avis è quella di un’associazione che viaggia verso il secolo di storia e che ha oggi il compito di recuperare la narrazione della sua identità per alimentare appartenenza. La strada, in quanto luogo in cui incontrare la marginalità e prenderla in carico, è il luogo nel quale radicarsi e diffondere con l’esempio la Bellezza e la Gioia del Dono, la forza di un messaggio di Solidarietà alimentato dal desiderio di prendersi cura del Prossimo in difficoltà. Tutto ciò è Speranza, valore fondante per costruire relazioni e comunità con lealtà e trasparenza e da sempre motore fondamentale del Volontariato del Sangue”.

    L’assenza ci rattrista, certamente, ma ci rafforza anche.

    Abbiamo tanto di cui essere grati e tanto di cui continuare a nutrirci. 

    Ciao Paolo…