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    Le onde azzurre del mare,quando Natale De Grazia aveva già scoperto tutto…..

    nataledegrazia

     

     di Fulvio D’Ascola – Il tempo è una variabile indefinibile,riesce a scandire momenti importanti della Storia.La nostra vita può apparire appesa ad un filo emozionale , le piccole cose, i piccoli gesti ,riescono a farci sentire vivi. Le onde azzurre del mare ,facevano sentire

    vivo il comandante Natale De Grazia ,il suo vivere le nostre spiagge,le sue indagini sulle “Navi a perdere” ,il suo rispetto della Natura ,tutto definibile in un solo modo :amore per il mondo,per i figli,per la moglie,per il futuro delle generazioni .E’ una storia che sembra un rincorrersi di ragnatele e scatole cinesi con due protagonisti ,forti,tosti,determinati:Francesco Neri -un giudice- e Natale De Grazia –capitano di Marina-e poco importa se non sono protagonisti sulle prime pagine dei giornali,il tempo darà loro ragione .Storie di mare ,ma non sono le storie tradizionali di pescatori ,di lampare,di reti tirate sull’acqua,ma sembra la trama di un film.

    Navi a perdere,inabissate con i carichi di uranio, motoscafi prezzolati dal Potere,balordo e criminale più della ‘ndrangheta che assolda .E’ tutto facile,la nave parte da La Spezia,è un mercantile,sembra un videogame,i piani di carico sono falsificati,l’ordine delle multinazionali,dei governi,dei faccendieri,delle centrali nucleari è DISTRUGGERE,AFFONDARE. Le rotte attraversano il sud,la Calabria,la Basilicata e la Somalia è il punto finale di questi viaggi della morte protratta. In fondo cosa importa al mondo di quei “poveri negri” che con il tempo saranno contaminati da scaglie di Uranio interrate nel territorio o affondate a poche miglia dalla riva del mare ?

    Due uomini del sud,idealisti,i veri ambientalisti,senza bandiere o marchi di partito ,partono nelle indagini alla ricerca delle verità .Sono loro,Francesco e Natale,contro tutto e tutti ,che scovano carte,ribaltano verbali,ispezionano piani di carico “taroccati” e fanno luce su scomparse di navi nel Mediterraneo e non solo…. Noi siamo fuori,ci immergiamo nelle acque, che venti anni fa hanno visto perdere navi,esplose,un giochetto facile. Un motoscafo parte dalla riva, con un carico di tritolo ,giunge sulla nave è depositato sulla prua. L’equipaggio scende ,il motoscafo con il suo carico di uomini,generalmente marocchini,tunisini o albanesi ,torna sulla terra ed al largo la nave esplode ed il fondale ripone i segreti radioattivi.

    Il gioco è troppo grande per un uomo del sud,per un innamorato del mare e della vita”Che mare lasciamo ai nostri figli ? “,la rete è come sabbie mobili,troppo grande,in un gioco di mandanti e poteri forti,governi nazionali,massoneria,servizi segreti e la manovalanza della ‘ndrangheta. La Madonna di Polsi dovrebbe fare scorrere lacrime sul viso,quando nei summit,nel suo Santuario si parla di tutto quello che è stato,di una trentina di navi affondate,di pericoli per noi “calabresi figli di un Dio minore” ,mentre un automobile va verso La Spezia. E’ il 1995,Natale deve portare altre carte alla procura di La Spezia nelle indagini sulla scomparsa della nave “Jolly Rosso” nel mare calabrese.

    Un malore improvviso,l’autostrada diventa l’ultimo attimo di vita sull’auto dei Carabinieri,Natale De Grazia ,esce momentaneamente dalla storia,sorride al Paradiso. Ritorna forte,come un eroe per caso ,dopo le dichiarazioni di un pentito,dopo il ritrovamento della nave “Cunsky” sui fondali di Cetraro ,testimone immobile di tutto ciò che Natale De Grazia e Francesco Neri avevano capito e scoperto da tempo.

    Le onde azzurre del mare si infrangono sulla riva,le lampare si spengono e le reti sono un pallido ricordo ,mentre le navi dormono sul fondo con i loro carichi di morte…e noi dormiamo ancora. Nella nostra mente immagini di carta,Natale De Grazia e Francesco Neri,piccoli eroi silenziosi,il tempo regala le verità nascoste e le avanguardie diventano realtà…