
Lo abbiamo intervistato prima del suo intervento al contest di ‘Tabularasa’.
Qual è il compito dello sport nei confronti delle giovani generazioni?
Un’idea è lo sfruttamento dello sport per veicolare messaggi positivi. Di sicuro la sua presenza è forte come sempre e manterrà ancora una presa fortissima.
Gli scandali nello sport potrebbero allontanare le persone dal praticarlo?
Alcuni sport più scandalizzano e più attraggono. La risposta è oggettivamente no, perchè, se si ha la passione per uno sport, nessuno scandalo può frenarla. Il problema si pone quando quella mentalità distorta venga metabolizzata ed accettata. A quel punto, ho paura che quelle distorsioni del sistema siano diventate fisiologiche e non più patologiche.
Perchè il basket in Italia è sempre in seconda linea rispetto al calcio, mentre negli Usa ‘walks tall’?
Tutto dipende dalla differente concezione del sistema sportivo. Negli Stati Uniti ognuno può praticare il basket, o qualunque sport, fin dalla scuola, indipendentemente dalle attitudini o capacità. Noi, invece, veniamo attratti da un sistema esterno che, alcune volte, non sceglie nè bene nè meritocraticamente.
Nel 2010 ha deciso di pubblicare un piccolo breviario sulla legalità intitolato “I dieci passi”, perchè questa svolta?
Io ritengo che la pallacanestro sia una parabola della vita. E tutto sommato lo è veramente: il circolo virtuoso che riesci ad accendere lì, devi farlo anche nella vita, per avere la forza di riconoscere i propri limiti e per riuscire a fare i lavori meno gratificanti quando sia necessario. Il denominatore comune è proprio il lavoro.
La legalità viene violata anche nel mondo dello sport?
Il basket diventa spesso inarbitrale perchè, alcune volte, una stessa azione potrebbe essere interpretata con tre, quattro criteri regolamentari diversi. Accettare la decisione dell’arbitro è il più forte esercizio di legalità. Ma accade regolarmente il contrario.
Cosa presenta di peculiare il basket rispetto ad altri sport? Perchè un ragazzo dovrebbe sceglierlo tra tanti altri?
In primo luogo, se un ragazzo sceglie di giocare a basket spero lo faccia solo per amore di questo sport e non contro altri. Inoltre è un’esperienza di squadra reale: andare e venire dalla panchina è una crudeltà che ti forgia per la crescita. Vincere o perdere una partita all’ultimo secondo, fatto molto più probabile rispetto ad altri sport, ti tempra nell’animo lasciando sul tuo volto lacrime di gioia o di sconforto.




