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Home EVENTI Tabularasa scandalo 2011

29-07-11 Ansa

13 Maggio 2013
in Tabularasa scandalo 2011
Tempo di lettura: 4 minuti
0

ANSA/ RIVOLTE: FOA A TABULARASA, NEL MAGHREB NON COSI’ SPONTANEE

 

DIBATTITO SUL RUOLO DI INTERNET NEI SOMMOVIMENTI IN AFRICA

 

    (ANSA) – REGGIO CALABRIA, 29 LUG – Libia, Tunisia, Egitto,

Siria, Cina: come si muove l’informazione in questi contesti?

Internet gioca ormai un ruolo fondamentale? ”Tabularasa – Lo

scandalo” e’ stata ancora una volta trampolino di lancio per

una serata di analisi approfondita sullo stato

dell’informazione.

   La diciottesima serata della rassegna di Strill.it al Circolo

Polimeni di Reggio Calabria ha avuto come ospiti Marcello Foa,

fino a pochi giorni fa direttore de Il Giornale.it, Antonio

Rossano, presidente dell’Associazione Pulitzer; in

videoconferenza Alessandro Gilioli, de L’Espresso, Simone

Pieranni, responsabile per l’Italia dell’agenzia di stampa China

Files, collegato direttamente da Pechino.

   ”Parlare di informazione e di media – ha detto Rossano –

significa ricollegare la Calabria con l’Italia, dato che in

tutte le altre parti del Paese, tranne che qui, se ne discute

costantemente. D’altronde questo e’ l’obiettivo principale

dell’Associazione Pulitzer: difendere i principi dall’art. 21

della nostra Costituzione; dalla liberta’ di manifestare il

proprio pensiero a quella obbligatoriamente riferibile ai mezzi

d’informazione. E per tutelare tali liberta’ bisogna

innanzitutto discuterne”.

   Marcello Foa ha parzialmente ‘smontato’ il mito delle attuali

rivoluzioni in Maghreb intese come eventi guidati dal basso,

motivando questa posizione e chiarendo inoltre il perche’,

ribellioni simili, abbiano prodotto risultati diversi da Paese

in Paese: ”Tutti hanno asserito che le rivoluzioni africane

sono state frutto di Internet, il che e’ solo parzialmente vero.

Quelle rivoluzioni sono si’ un sintomo dei malesseri della

societa’ civile, ma non sono state cosi’ spontanee come spesso

viene riferito. Dai documenti pubblicati, e’ emerso che nel 2008

ci fu una riunione al Dipartimento di Stato Usa nella quale

vennero invitati molti blogger per discutere su un’eventuale

rivoluzione democratica da realizzare nel 2011. Ebbene guarda

caso, questi blogger sono stati gli stessi protagonisti di

quelle rivoluzioni. Cio’ non significa che i sommovimenti siano

stati falsati a priori; piuttosto, gli Usa hanno saputo usare

quei germogli di rivolta incanalando il malcontento popolare. E’

un processo sfruttato da Washington di cui Internet e’ stato

soltanto l’ultimo anello della catena. Ed i fatti, comunque, non

hanno dato sempre ragione ai rivoltosi. Quasi mai le rivoluzioni

raggiungono il loro obiettivo se, in una data fase, l’esercito

non passi dalla parte dei ribelli. In Libia cio’ non e’

successo, o perlomeno non ha inciso sull’andamento della guerra.

In aggiunta, il conflitto in Libia non e’ stato pianificato

globalmente, riducendosi, quindi, ad un rapido colpo di mano di

Sarkozy, il quale ha aperto il conflitto sperando, erroneamente,

che rientrasse in tempi brevi. In Siria – ha proseguito – la

rivoluzione e’ piu’ autenticamente popolare ed Internet e’ il

solo mezzo tramite cui possiamo conoscere l’andamento dei fatti.

Ma anche qui, l’esercito stenta ancora a schierarsi contro il

governo. E se la situazione non muta, mentre Egitto e Tunisia

sono riuscite a raggiungere i loro risultati, Libano, Giordania,

Algeria, Libia e Siria potrebbero vedersi spegnere tra le mani

la fiamma dell’insurrezione popolare”.

   In collegamento dalla Repubblica popolare cinese, Simone

Pieranni ha raccontato le condizioni in cui versa la liberta’

d’informazione e di pensiero nella Cina comunista, tra censure e

scappatoie, maggiori restrizioni a giornalisti e blogger locali

piuttosto che stranieri. ”La Cina ha 485 milioni di internauti.

Il governo di Pechino ha eretto un great firewall che limita

l’accesso a determinate ricerche scomode. Si tratta – ha detto

Pieranni – di una costante guerra tra guardie e ladri. Gli user

trovano spesso i metodi e le scappatoie per aggirare la censura,

ma il potere e’ comunque piu’ forte. La questione democrazia si

muove sempre per vie interne: tentando, ad esempio, la via della

democratizzazione del partito comunista. In effetti molti

blogger cinesi con cui ho discusso non pensano ad una

eliminazione radicale del sistema-partito. Puntano, perlomeno,

ad un suo miglioramento. Ci sono blogger, tuttavia, i quali,

raccogliendo sempre piu’ consenso dentro la rete, sono

incarcerati o rapiti. Per i giornalisti stranieri la cosa e’

diversa: siamo ancora una ‘razza privilegiata’ con un permesso

di comunicazione piu’ scorrevole, salvo smentite”.

   Ma qual e’ il ruolo e la condizione del sistema digitale in

Italia? Il web e’ usato dalla politica? Gilioli ha sostenuto che

”Internet comporta un effetto fondamentale nel pensiero umano:

crea una modificazione del sistema cognitivo abituando la gente

alla diversita’ di opinioni. In Italia esiste tutt’oggi una rete

tendenzialmente libera. Ma, accanto a cio’, sussistono

altrettante spinte affinche’ non lo sia piu’. Dal punto di vista

politico c’e’ una forte diffidenza che proviene dalla paura di

cambiamento degli indirizzi dell’opinione pubblica. Dal punto di

vista economico, Internet e’ ‘scomodo’ perche’ sposta

pubblicita’ su di se’ sottraendola ad altri mezzi, innanzitutto

la televisione. I tentativi di imbavagliare il web sono andati a

vuoto; fatto sta che le politiche italiane di disincentivo alla

rete sono evidenti: nessun investimento, aiuti alla televisione,

unico Paese del G8 a non possedere un piano digitale. A cio’

s’aggiunge un’arretratezza culturale spaventosa da parte dei

nostri politici. Eppure le potenzialita’ sono molteplici: volano

di sviluppo economico creatore di ricchezza, nuovo strumento

culturale, mezzo per il ricambio fisico della classe politica.

Certo, i rischi ci sono: l’utilizzo dispersivo di applicazioni

e, soprattutto, la neutralizzazione della rete sono problemi

immediatamente percepibili”.

   Tabularasa continua stasera alla Luna Ribelle per discutere

del Mostro di Firenze insieme all’avvocato penalista Nino

Marazzita, esperto del caso, ed al giornalista e scrittore

milanese Sandro Provvisionato. (ANSA).

 

Tags: rassegna stampatabularasa scandalo 2011
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