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Home EVENTI Tabularasa scandalo 2011

28-07-11 Ansa

13 Maggio 2013
in Tabularasa scandalo 2011
Tempo di lettura: 3 minuti
0

ANSA/ ITALIA 150: APRILE A TABULARASA, IL SUD SA POCO DI SE’

LO SCRITTORE PRESENTA IL SUO ‘TERRONI’ A REGGIO CALABRIA

(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 28 LUG – ”Questo Sud ha scoperto

di sapere poco di sè. Una terra senza memoria, un popolo senza

radici. Perderle significa scomparire dalla storia”. E’ stato

questo il monito lanciato da Pino Aprile, autore del bestseller

‘Terroni’, dal palco di ‘Tabularasa’ alla ‘Luna Ribelle’ di

Reggio Calabria. Davanti ad una platea numerosissima, coinvolta

ed anche attivamente partecipatica  il giornalista ha raccontato

la storia dei vinti del Risorgimento e di chi, oggi al governo,

vuole affossare ancor di più la condizione del Sud: ”Personaggi

come Borghezio e Brunetta ci definiscono ‘cancro’ o ‘ratti’; e

solo in Italia, dopo queste affermazioni, possono rimanere ai

loro posti. Il ministro Calderoli, dal canto suo, tra le decine

di leggi che avrebbe dovuto tagliare, ha fatto abrogare altresì

la norma con la quale il Veneto e Mantova venivano annesse

all’Italia. Quindi possiamo dire che oggi, tecnicamente, quei

territori non sono italiani”. Raccontare il volto della storia

risorgimentale non divulgata è stato l’imperativo di Aprile:

“Negli anni dell’Unità d’Italia, Nord e Sud erano

strutturalmente alla pari; anzi, se c’erano vantaggi, quelli

s’attribuivano maggiormente al Sud. Così, quando il Piemonte è

piombato al Meridione, senza dichiarazione di guerra,

dichiarandolo povero e dicendo di volerlo ‘liberare’, il

Mezzogiorno ha reagito prendendo le armi, differentemente da

altri popoli che si sono fatti sterminare. Ma la storia di quei

vinti non è stata mai raccontata. Il vincitore scrive la storia

perchè il vinto non possa avere memoria. La colpa del Sud,

dunque, è stata quella di aver perso la guerra ed essere stato,

conseguentemente, ‘piemontesizzato'”.

In supporto a ciò, Aprile ha definito precise coordinate

storiche: “La prima medaglia d’oro dei bersaglieri italiani è

stato, ed è celebrato tutt’oggi, il capo della spedizione

militare, nella fase bellica, contro Pontelandolfo e Casalduni,

nel beneventano, conclusasi con un enorme eccidio di massa che

rase al suolo entrambi i paesi. E non si può mica dire che

fossero eserciti incontrollati; si agiva soltanto in esecuzione

di ordini emessi. Raggiungendo la Calabria, hanno innanzitutto

distrutto il più grande centro siderurgico d’Italia a Mongiana.

Tali fatti sono stati riscoperti a fatica, sebbene molte

persone, fin da quell’epoca, dentro e fuori il Parlamento,

avessero cercato di reagire al depauperamento sistematico del

Meridione. Noi – ha proseguito Aprile – siamo i discendenti

delle migliaia di uomini che decisero di morire con un fucile in

mano piuttosto che servire una nazione sorta in modo ingiusto:

si computano 85/135mila ‘briganti’ che, calcolando le singole

unità di supporto, balzano a 170/270mila”. Ma a cosa porta la

conoscenza dell’altro volto del Risorgimento dopo 150 anni? “La

consapevolezza del nostro passato – ha detto – unifica la

Nazione. Tale verità negata non viene tolta soltanto ai

meridionali, ma a tutti gli italiani. Ognuno è più povero se

manca un pezzo del nostro passato. E questo è dannoso:

tramandare la storia di vincitori e vinti significa riplasmare

lo stereotipo del Sud col capo chino e del Nord col dito puntato

verso l’orizzonte. Non m’interessano – ha continuato Aprile – le

accuse di revisionismo. Il fatto è che quando escono fuori nuovi

dati ed elementi storici è obbligatorio, per me giornalista,

rispettare la sola regola aurea di questo mestiere: ‘se sai una

cosa, dilla’. Se questo è un Paese unito, spiegatemi perchè

l’alta velocità finisce a Salerno, nonostante i soldi pagati dal

Meridione allo Stato; o perchè, prima dell’unità, l’emigrazione

dal Sud era totalmente assente. Sono interrogativi a cui

soltanto la verità storica, finora nascosta, può rispondere”. 

Stasera ‘Tabularasa’ continua al Circolo del tennis “Rocco

Polimeni” ‘Luna Ribelle’ per discutere  dei nuovi mezzi

d’informazione, specificatamente internet, e di quali possono

essere le opportunità per la libertà di pensiero tramite essi.

Gli ospiti sul palco saranno Antonio Rossano, presidente

Associazione Pulitzer, e Marcello Foa, inviato speciale de ‘Il

Giornale’. In videoconferenza: Alessandro Gilioli, giornalista

de ‘L’Espresso’, e Simone Pieranni, responsabile per l’Italia

dell’agenzia di stampa China Files.(ANSA).

Tags: rassegna stampatabularasa scandalo 2011
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