ANSA/ ITALIA 150: APRILE A TABULARASA, IL SUD SA POCO DI SE’
LO SCRITTORE PRESENTA IL SUO ‘TERRONI’ A REGGIO CALABRIA
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 28 LUG – ”Questo Sud ha scoperto
di sapere poco di sè. Una terra senza memoria, un popolo senza
radici. Perderle significa scomparire dalla storia”. E’ stato
questo il monito lanciato da Pino Aprile, autore del bestseller
‘Terroni’, dal palco di ‘Tabularasa’ alla ‘Luna Ribelle’ di
Reggio Calabria. Davanti ad una platea numerosissima, coinvolta
ed anche attivamente partecipatica il giornalista ha raccontato
la storia dei vinti del Risorgimento e di chi, oggi al governo,
vuole affossare ancor di più la condizione del Sud: ”Personaggi
come Borghezio e Brunetta ci definiscono ‘cancro’ o ‘ratti’; e
solo in Italia, dopo queste affermazioni, possono rimanere ai
loro posti. Il ministro Calderoli, dal canto suo, tra le decine
di leggi che avrebbe dovuto tagliare, ha fatto abrogare altresì
la norma con la quale il Veneto e Mantova venivano annesse
all’Italia. Quindi possiamo dire che oggi, tecnicamente, quei
territori non sono italiani”. Raccontare il volto della storia
risorgimentale non divulgata è stato l’imperativo di Aprile:
“Negli anni dell’Unità d’Italia, Nord e Sud erano
strutturalmente alla pari; anzi, se c’erano vantaggi, quelli
s’attribuivano maggiormente al Sud. Così, quando il Piemonte è
piombato al Meridione, senza dichiarazione di guerra,
dichiarandolo povero e dicendo di volerlo ‘liberare’, il
Mezzogiorno ha reagito prendendo le armi, differentemente da
altri popoli che si sono fatti sterminare. Ma la storia di quei
vinti non è stata mai raccontata. Il vincitore scrive la storia
perchè il vinto non possa avere memoria. La colpa del Sud,
dunque, è stata quella di aver perso la guerra ed essere stato,
conseguentemente, ‘piemontesizzato'”.
In supporto a ciò, Aprile ha definito precise coordinate
storiche: “La prima medaglia d’oro dei bersaglieri italiani è
stato, ed è celebrato tutt’oggi, il capo della spedizione
militare, nella fase bellica, contro Pontelandolfo e Casalduni,
nel beneventano, conclusasi con un enorme eccidio di massa che
rase al suolo entrambi i paesi. E non si può mica dire che
fossero eserciti incontrollati; si agiva soltanto in esecuzione
di ordini emessi. Raggiungendo la Calabria, hanno innanzitutto
distrutto il più grande centro siderurgico d’Italia a Mongiana.
Tali fatti sono stati riscoperti a fatica, sebbene molte
persone, fin da quell’epoca, dentro e fuori il Parlamento,
avessero cercato di reagire al depauperamento sistematico del
Meridione. Noi – ha proseguito Aprile – siamo i discendenti
delle migliaia di uomini che decisero di morire con un fucile in
mano piuttosto che servire una nazione sorta in modo ingiusto:
si computano 85/135mila ‘briganti’ che, calcolando le singole
unità di supporto, balzano a 170/270mila”. Ma a cosa porta la
conoscenza dell’altro volto del Risorgimento dopo 150 anni? “La
consapevolezza del nostro passato – ha detto – unifica la
Nazione. Tale verità negata non viene tolta soltanto ai
meridionali, ma a tutti gli italiani. Ognuno è più povero se
manca un pezzo del nostro passato. E questo è dannoso:
tramandare la storia di vincitori e vinti significa riplasmare
lo stereotipo del Sud col capo chino e del Nord col dito puntato
verso l’orizzonte. Non m’interessano – ha continuato Aprile – le
accuse di revisionismo. Il fatto è che quando escono fuori nuovi
dati ed elementi storici è obbligatorio, per me giornalista,
rispettare la sola regola aurea di questo mestiere: ‘se sai una
cosa, dilla’. Se questo è un Paese unito, spiegatemi perchè
l’alta velocità finisce a Salerno, nonostante i soldi pagati dal
Meridione allo Stato; o perchè, prima dell’unità, l’emigrazione
dal Sud era totalmente assente. Sono interrogativi a cui
soltanto la verità storica, finora nascosta, può rispondere”.
Stasera ‘Tabularasa’ continua al Circolo del tennis “Rocco
Polimeni” ‘Luna Ribelle’ per discutere dei nuovi mezzi
d’informazione, specificatamente internet, e di quali possono
essere le opportunità per la libertà di pensiero tramite essi.
Gli ospiti sul palco saranno Antonio Rossano, presidente
Associazione Pulitzer, e Marcello Foa, inviato speciale de ‘Il
Giornale’. In videoconferenza: Alessandro Gilioli, giornalista
de ‘L’Espresso’, e Simone Pieranni, responsabile per l’Italia
dell’agenzia di stampa China Files.(ANSA).




