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Home EVENTI Tabularasa scandalo 2011

23-07-11 Ansa

13 Maggio 2013
in Tabularasa scandalo 2011
Tempo di lettura: 4 minuti
0

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Economia, affari e finanza –> Media –> Quotidiani e periodici

 

 

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ANSA/ LEGALITA’: A TABULARASA L’ITALIA VISTA DALL’ESTERO

 

A CONFRONTO GIORNALISTI DI ALCUNE TESTATE STRANIERE

 

    (ANSA) – REGGIO CALABRIA, 23 LUG – Come viene vista l’Italia

all’estero? C’e’ un’accezione positiva o negativa del nostro

Paese? E si puo’ sperare o bisogna pregare? A questi

interrogativi hanno risposto gli innumerevoli ospiti

rappresentanti della stampa straniera nella tredicesima serata

del contest di Strill.it ‘Tabularasa – Lo scandalo’.

   Alla ”serata di maggiore prestigio della rassegna”, come

l’ha definita il direttore responsabile di Strill.it Giusva

Branca, la platea reggina ha risposto egregiamente percependo in

massa, con la presenza, la rilevanza della serata. Gli ospiti

sono stati: Peter Horrocks, direttore Bbc World Service, Philip

Pullella, caposervizio in Italia della Reuters, Federica De

Sanctis, conduttrice di Sky Tg24, Thierry Cros, corrispondente

in Italia di Radio Montecarlo e Tf1 per lo sport, e Gina

Marques, corrispondente per la televisione brasiliana Globo

News.

   ”La cosa che mi stupisce di piu’ dell’Italia – ha affermato

Horrocks – e’ la contraddizione: tra paesaggio, cultura,

bellezze naturali e la situazione politico-economica assai

deprimente. Penso che gli stranieri vedano l’Italia molto

positivamente. Tuttavia, il problema riguarda le regole:

l’Italia non si attiene ad esse; e considerando la crisi

economica, questa mancanza di rispetto dei codici civici inficia

le basi del sistema. Governo, economia, media non fanno gruppo

e, seguendo egoisticamente soltanto il loro percorso,

indeboliscono ogni parte del sistema. Cio’ incide sulla

credibilita’ del paese”. Horrocks ha in seguito fatto

riferimento allo scandalo delle intercettazioni in Gran

Bretagna, per poi definire cio’ che il giornalismo deve

rappresentare per ottenere un’opinione pubblica dotata di

coscienza critica: ”Sapere che dei giornali intercettavano

privatamente delle persone e’ stato di per se’ uno scandalo. A

cio’ si sono aggiunti: l’illegalita’ del fatto e, come

conseguenza, la caduta a picco delle pubblicita’ che ha

significato perdita di fiducia nei confronti di

quell’informazione ormai distorta. La gente ha reagito

soprattutto quando le vittime erano soggetti deboli, piuttosto

che riguardo alle intercettazioni di Vip. Questa operazione puo’

essere interpretata, da parte dei tabloid inglesi, come una

presa di coscienza della propria posizione di ‘star system’:

spiare, carpire, comprendere, per poi imporre l’opinione ‘da

star’ che sicuramente non e’ quella giusta”.

   Il giornalista inglese ha simbolicamente diviso la stampa in

due caratterizzazioni opposte: ”Da una parte, i mass media

popolari alla ricerca del gossip e del morboso; dall’altra, la

qualita’ di una stampa che fa inchieste e tocca i tasti dolenti

della societa’, tenendo sotto controllo il suo alter ego. In

questo, il giornalismo online ha il vantaggio di aprire

qualsiasi porta per mettere all’indice politici, imprenditori,

amministratori, migliorando la qualita’ stessa dei media”.

   ”Il giorno in cui mi stanchero’ di scrivere su questo paese,

sebbene i miglioramenti potrebbero essere molti, – ha esordito

Philip Pullella – sara’ meglio andarsene. Il nostro ruolo di

giornalisti all’estero e’ quello di raccontare la verita’ sui

luoghi in cui lavoriamo, senza stereotipi. Il problema piu’

grosso della stampa italiana e’ l’autoreferenzialismo. Il New

York Times scrive per il suo lettore. La stampa italiana, quando

accadono grandi avvenimenti, inonda le pagine di approfondimenti

su approfondimenti che nessuno ha il tempo di leggere. E cosi’

dimostra di scrivere solo per se stessa. Il lettore non e’ il

vero destinatario. Esistono troppo protagonismo e vicinanza al

potere politico, mentre quest’ultimo dovrebbe essere, in

realta’, il nostro ‘nemico lavorativo’. Essere una solitaria

mosca su un muro: l’immagine rende piu’ di mille parole”.

   Federica De Sanctis ha riferito che ”non e’ facile

raccontare l’Italia dato che spesso siamo troppo poco seri.

Tutto lascia presupporre che, se non rispettiamo le regole, e’

probabile un’estensione di questo cattivo modello in Europa. Un

continente assurdamente ‘italianizzato’. Dal punto di vista

economico, la situazione non e’ tale da aver gia’ innescato

processi di malcontento immediatamente visibili. Tuttavia,

sotterraneamente, cova un disagio difficilmente non

riscontrabile. I problemi veri non possono essere nascosti dalla

‘narcotizzazione’ massmediatica, affiorano automaticamente”.

   La mancanza di senso comune, secondo Cros, e’ la causa di

persistenza delle difficolta’ italiane: ”Io sono da vent’anni

in Italia. Ma i problemi sono sempre quelli, innanzitutto

politica e criminalita’. All’estero tutti si chiedono: com’e’

possibile che uno Stato cosi’ dotato culturalmente non riesca a

risolvere tali problemi? C’e’ qualcuno che non vuole si

risolvano o la societa’ non ne e’ capace? Il fatto e’ che il

vostro spirito d’appartenenza comune non e’ sviluppato, la gente

se la cava a livello individuale, il che e’ un paradosso

enorme”. Anche Gina Marques e’ corrispondente in Italia da piu’

di vent’anni, ma non si e’ ancora abituata ad un tratto

peculiare del popolo italico: ”Vorrei che la gente si

lamentasse meno. Non e’ mai soddisfatta completamente da quello

che possiede, eppure culturalmente l’Italia svetta in alto sopra

gli altri”.

   Tabularasa torna stasera alla ‘Luna Ribelle’ del Lido

comunale di Reggio Calabria per raccogliere gli spunti, le idee,

i miglioramenti che vari protagonisti della scena culturale

locale proporranno per il rilancio della citta’.

         

 

    

LE

 

23-LUG-11 09:48

NNNN

 

Tags: rassegna stampatabularasa scandalo 2011
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