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ANSA/ LEGALITA’: A TABULARASA L’ITALIA VISTA DALL’ESTERO
A CONFRONTO GIORNALISTI DI ALCUNE TESTATE STRANIERE
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 23 LUG – Come viene vista l’Italia
all’estero? C’e’ un’accezione positiva o negativa del nostro
Paese? E si puo’ sperare o bisogna pregare? A questi
interrogativi hanno risposto gli innumerevoli ospiti
rappresentanti della stampa straniera nella tredicesima serata
del contest di Strill.it ‘Tabularasa – Lo scandalo’.
Alla ”serata di maggiore prestigio della rassegna”, come
l’ha definita il direttore responsabile di Strill.it Giusva
Branca, la platea reggina ha risposto egregiamente percependo in
massa, con la presenza, la rilevanza della serata. Gli ospiti
sono stati: Peter Horrocks, direttore Bbc World Service, Philip
Pullella, caposervizio in Italia della Reuters, Federica De
Sanctis, conduttrice di Sky Tg24, Thierry Cros, corrispondente
in Italia di Radio Montecarlo e Tf1 per lo sport, e Gina
Marques, corrispondente per la televisione brasiliana Globo
News.
”La cosa che mi stupisce di piu’ dell’Italia – ha affermato
Horrocks – e’ la contraddizione: tra paesaggio, cultura,
bellezze naturali e la situazione politico-economica assai
deprimente. Penso che gli stranieri vedano l’Italia molto
positivamente. Tuttavia, il problema riguarda le regole:
l’Italia non si attiene ad esse; e considerando la crisi
economica, questa mancanza di rispetto dei codici civici inficia
le basi del sistema. Governo, economia, media non fanno gruppo
e, seguendo egoisticamente soltanto il loro percorso,
indeboliscono ogni parte del sistema. Cio’ incide sulla
credibilita’ del paese”. Horrocks ha in seguito fatto
riferimento allo scandalo delle intercettazioni in Gran
Bretagna, per poi definire cio’ che il giornalismo deve
rappresentare per ottenere un’opinione pubblica dotata di
coscienza critica: ”Sapere che dei giornali intercettavano
privatamente delle persone e’ stato di per se’ uno scandalo. A
cio’ si sono aggiunti: l’illegalita’ del fatto e, come
conseguenza, la caduta a picco delle pubblicita’ che ha
significato perdita di fiducia nei confronti di
quell’informazione ormai distorta. La gente ha reagito
soprattutto quando le vittime erano soggetti deboli, piuttosto
che riguardo alle intercettazioni di Vip. Questa operazione puo’
essere interpretata, da parte dei tabloid inglesi, come una
presa di coscienza della propria posizione di ‘star system’:
spiare, carpire, comprendere, per poi imporre l’opinione ‘da
star’ che sicuramente non e’ quella giusta”.
Il giornalista inglese ha simbolicamente diviso la stampa in
due caratterizzazioni opposte: ”Da una parte, i mass media
popolari alla ricerca del gossip e del morboso; dall’altra, la
qualita’ di una stampa che fa inchieste e tocca i tasti dolenti
della societa’, tenendo sotto controllo il suo alter ego. In
questo, il giornalismo online ha il vantaggio di aprire
qualsiasi porta per mettere all’indice politici, imprenditori,
amministratori, migliorando la qualita’ stessa dei media”.
”Il giorno in cui mi stanchero’ di scrivere su questo paese,
sebbene i miglioramenti potrebbero essere molti, – ha esordito
Philip Pullella – sara’ meglio andarsene. Il nostro ruolo di
giornalisti all’estero e’ quello di raccontare la verita’ sui
luoghi in cui lavoriamo, senza stereotipi. Il problema piu’
grosso della stampa italiana e’ l’autoreferenzialismo. Il New
York Times scrive per il suo lettore. La stampa italiana, quando
accadono grandi avvenimenti, inonda le pagine di approfondimenti
su approfondimenti che nessuno ha il tempo di leggere. E cosi’
dimostra di scrivere solo per se stessa. Il lettore non e’ il
vero destinatario. Esistono troppo protagonismo e vicinanza al
potere politico, mentre quest’ultimo dovrebbe essere, in
realta’, il nostro ‘nemico lavorativo’. Essere una solitaria
mosca su un muro: l’immagine rende piu’ di mille parole”.
Federica De Sanctis ha riferito che ”non e’ facile
raccontare l’Italia dato che spesso siamo troppo poco seri.
Tutto lascia presupporre che, se non rispettiamo le regole, e’
probabile un’estensione di questo cattivo modello in Europa. Un
continente assurdamente ‘italianizzato’. Dal punto di vista
economico, la situazione non e’ tale da aver gia’ innescato
processi di malcontento immediatamente visibili. Tuttavia,
sotterraneamente, cova un disagio difficilmente non
riscontrabile. I problemi veri non possono essere nascosti dalla
‘narcotizzazione’ massmediatica, affiorano automaticamente”.
La mancanza di senso comune, secondo Cros, e’ la causa di
persistenza delle difficolta’ italiane: ”Io sono da vent’anni
in Italia. Ma i problemi sono sempre quelli, innanzitutto
politica e criminalita’. All’estero tutti si chiedono: com’e’
possibile che uno Stato cosi’ dotato culturalmente non riesca a
risolvere tali problemi? C’e’ qualcuno che non vuole si
risolvano o la societa’ non ne e’ capace? Il fatto e’ che il
vostro spirito d’appartenenza comune non e’ sviluppato, la gente
se la cava a livello individuale, il che e’ un paradosso
enorme”. Anche Gina Marques e’ corrispondente in Italia da piu’
di vent’anni, ma non si e’ ancora abituata ad un tratto
peculiare del popolo italico: ”Vorrei che la gente si
lamentasse meno. Non e’ mai soddisfatta completamente da quello
che possiede, eppure culturalmente l’Italia svetta in alto sopra
gli altri”.
Tabularasa torna stasera alla ‘Luna Ribelle’ del Lido
comunale di Reggio Calabria per raccogliere gli spunti, le idee,
i miglioramenti che vari protagonisti della scena culturale
locale proporranno per il rilancio della citta’.
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23-LUG-11 09:48
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