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    Niente panico. Se potete…

    di Giusva Branca – Il terremoto che ha colpito  lo Stretto, di modesta entità strumentale (3.1), ma da molte persone avvertito in maniera marcata, ha creato una sorta di psicodramma collettivo nella città di Reggio. Uno psicodramma che deve, tuttavia, farci riflettere rispetto al nostro ruolo di cittadini e, ancor di più, con riferimento a come sentiamo e viviamo il rapporto con le Istituzioni.

    Premesso che la scossa tellurica non ha causato alcun danno, neppure minimo, a cose e persone, alcuni istituti scolastici cittadini hanno optato, in maniera legittima, per la procedura di evacuazione. E fin qui nulla quaestio.

    Il cuore del problema – e con esso lo psicodramma – si genera, però, rispetto a quegli istituti che hanno – anche qui legittimamente – scelto di proseguire le attività didattiche, magari trasformando l’emergenza in prova (con trasferimento dei ragazzi nel cortile), ma comunque perfettamente nell’alveo delle attività medesime.

    Qui sono venute fuori tutte le insicurezze dei genitori reggini: è partita, con la forza di una valanga, la corsa a portar via da scuola i figli, con conseguenze immaginabili sul piano della gestione dell’ordine pubblico nei rispettivi plessi scolastici.

    Hanno anche iniziato a circolare leggende metropolitane come quella di una fantomatica ordinanza sindacale di evacuazione delle scuole (ovviamente mai emessa).

    Ma perché?

    Questo psicodramma origina certamente dalle nostre paure ataviche, ma ancor di più dal non saper stare al nostro posto: le scelte competono alle Istituzioni, in questo caso ai dirigenti scolastici che devono valutare solo e soltanto le eventuali conseguenze sulla struttura della scossa che si è verificata.

    Nulla è demandato – perché impossibile – a valutazioni prognostiche che, invece, hanno animato mamme e papà, tutti praticamente certi che, improvvisamente, le scuole fossero diventati dei posti non sicuri per i loro figli.

    Bene, benissimo…e allora perché nei prossimi giorni questi stessi plessi saranno tornati sicuri? E, ancora, questi ragazzi, i nostri ragazzi, dove sono stati condotti stamane dai genitori? In uffici, in condomini? Più sicuri? Ovviamente no.

    Lo psicodramma in questione serviva solo a soddisfare e tamponare le inadeguatezze di tutti noi, la nostra incapacità di gestire le paure, la nostra totale sfiducia verso chiunque debba decidere cosa fare per noi.

    Questa cosa non solo non va bene, ma alimenta, a sua volta, nelle anime dei nostri figli le stesse paure che noi non solo non sappiamo ma non proviamo neppure a combattere.

    E questo tutto è fuorchè tranquillizzante ed educativo