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    Reggio: mentre ci si affanna a firmare…pediatria rischia la chiusura. Il silenzio degli incoscienti

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    di Giusva Branca
    – La città di Reggio si accapiglia, è capace di litigare per mesi attorno a una firma in calce

    a un documento – inutile, forse controproducente nel merito, sgraziatissimo, mediocre e dilettantistico nelle modalità di diffusione e di ricerca di consenso e che, comunque la si veda, non sposterà di una virgola nè il tristissimo passato, nè il drammatico presente, nè l’angoscioso futuro e nè (se ne facciano una ragione i firmatari) l’immagine di Reggio all’esterno (ammesso che mentre la casa crolla il problema sia la polvere che si alza).

     

    Nel merito del documento si è detto tanto, le polemiche infuriano, qualcosa di strano c’è anche (qualche capofila del “reclutamento firme” si è magicamente defilato di persona al momento di apporre la propria, di firma), ma, come è tristemente noto, i problemi sono ben altri e su questi, come la storia insegna, il silenzio è assordante.

    Rischia di diventare un vero e proprio allarme rosso quello relativo alla situazione dell’Azienda ospedaliera reggina. I limiti imposti dal “tavolo Massicci” stanno costringendo gli operatori ai salti mortali e, ormai, alle nozze con i fichi secchi.
    A questo punto se il commissario Scopelliti, unitamente ai due sub commissari, non riuscirà ad ottenere qualche “concessione” da Roma, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche per più di un reparto.
    Il primo a finire nel tritacarne del rientro dal debito dopo anni di vergognosi sperperi potrebbe essere il reparto di pediatria, ridotto all’osso in uomini e mezzi e quotidianamente in difficoltà serie per offrire un servizio degno di questo nome.
    Necessitano urgentemente, ad esempio, almeno due medici per garantire l’organico minimo, l’alternativa è il ridimensionamento, o, addirittura, la chiusura del reparto.

    Ma qui di documenti e firme non se ne vedono…