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    Autobomba a Limbadi, chiesti due ergastoli

    La Dda di Catanzaro ha chiesto due condanne all’ergastolo per l’autobomba fatta esplodere il 9 aprile del 2018 a Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, e costata la vita al biologo 42enne Matteo Vinci, oltre al grave ferimento del padre Francesco Vinci. Gli ergastoli sono stati chiesti dal pm Andrea Mancuso nei confronti di Vito Barbara e Rosaria Mancuso, ritenuti gli ideatori e gli organizzatori dell’agguato con l’autobomba.

    Per Domenico Di Grillo, marito di Rosaria Mancuso, è stata chiesta la condanna a 20 anni di reclusione (accusato di un tentato omicidio ai danni di Francesco Vinci nel 2017), mentre per la figlia Lucia Di Grillo sono stati chiesti 12 anni di reclusione per i reati di estorsione e lesioni aggravate. L’autobomba fu collocata, secondo l’accusa, come punizione nei confronti dei coniugi Francesco Vinci e Sara Scarpulla (parti civili nel processo) che per anni hanno resistito ai soprusi dei Di Grillo-Mancuso i quali avevano intenzione di impossessarsi con la forza dei loro terreni. Rosaria Mancuso è la sorella dei boss Giuseppe Mancuso, Francesco Mancuso e Pantaleone Mancuso, attualmente detenuti per altri reati. (AGI)