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    Il Comune di Vibo Valentia dice “no” a nuovo lockdown e dà mandato per azioni legali

    Il Comune di Vibo Valentia dice NO al nuovo lockdown che ha inserito la Calabria fra le zone del paese ad alto rischio (zona rossa) a causa dell’emergenza coronavirus.

    Secondo il Sindaco Maria Limardo, “questo territorio non merita un isolamento che rischia di esserle fatale per la già risicata economia regionale”.

    “Non a caso, nelle prime ore della mattinata, ho convocato la mia giunta per discutere sull’attuale situazione e sui provvedimenti da assumere a tutela dei cittadini, nonché per manifestare vicinanza a tutte le categorie produttive colpite da questo ingiusto provvedimento.

    L’assise comunale ha deliberato, pertanto, di dare mandato al proprio ufficio legale per avviare le necessarie azioni legali finalizzate ad impugnare il provvedimento del Ministro della Salute Roberto Speranza, che istituisce la zona rossa in Calabria.

    ​I dati ufficiali diramati dalla Regione Calabria, del resto, sconfessano l’incomprensibile scelta ministeriale, eccessivamente penalizzante per la nostra Regione. Si ricorda che attualmente, i posti di area medica occupati sono il 16%, quelli di terapia intensiva raggiungono invece il 6%. La soglia che dovrebbe far scattare la chiusura è del 30%. È dunque piuttosto arduo comprendere le ragioni che sorreggono l’ordinanza ministeriale.

    Alla luce dei dati ufficiali sopra riportati, senza trascurare di mettere al primo posto la salute, appare evidente che, il numero complessivo dei contagi e lo stato attuale del nostro servizio sanitario non giustificano il alcun modo la scelta del Ministero della Salute di inserire la Calabria nelle zone rosse del Paese.

    Auspichiamo, pertanto, una rivisitazione del provvedimento dopo un approfondimento dei giudici a cui verranno sottoposti i dati che riguardano la nostra terra, confidando nell’immediata revoca dello stesso, assolutamente consapevoli che il perdurare di tale situazione produrrebbe gravissimi effetti sull’intero sistema economico regionale nel suo complesso con conseguenze peggiori durante questo secondo lockdown a causa di ritardi cronici e impegni disattesi rispetto alle legittime aspettative di sviluppo della nostra regione”.